<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476</id><updated>2012-02-12T11:45:51.178+01:00</updated><category term='Note sparse'/><category term='Dagherrotipi digitali'/><category term='Un pendaglio da forca'/><category term='Copia ed incolla da altri miei deliri'/><category term='Polvere alla polvere'/><category term='Secondo matteo secondo'/><category term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><title type='text'>Casa di riposo per monaci amanuensi</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>26</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-7046824371221307488</id><published>2011-03-23T12:43:00.003+01:00</published><updated>2011-03-23T12:43:10.907+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copia ed incolla da altri miei deliri'/><title type='text'>E' guerra.</title><content type='html'>&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;style type="text/css"&gt;	&lt;!--		@page { margin: 2cm }		P { margin-bottom: 0.21cm }	--&gt;	&lt;/style&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-UDf8bTs5cmg/TYna89MUi5I/AAAAAAAAARg/x4T6adiWpuY/s1600/missile.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh5.googleusercontent.com/-UDf8bTs5cmg/TYna89MUi5I/AAAAAAAAARg/x4T6adiWpuY/s320/missile.jpg" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ok. Possiamo iniziare.” Iniziano...  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Salta. Salta. Salta. Salta.” Saltano...  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Aiutatemi! Mi avete lasciato solo.” Lo aiutano...  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Abbiamo perso tutti: siamo delle schiappe. New Super Mario Bros. Wii, solo su Nintendo Wii...”  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Annuncio terminato. Il video riprenderà entro pochi secondi.”  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E la clessidra torna a girare.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Le forze della coalizione, guidate da Stati Uniti e Francia colpiscono il bunker di Gheddafi nel terzo giorno dell'operazione...” sembrano fuochi d'artificio.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Le autorità libiche hanno invitato i reporter stranieri a filmare le macerie.”  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ce ne sono altri, di video, a destra: La mappa delle forze in campo. Le immagini del caccia Usa precipitato. La precisione chirurgica dei bombardamenti. Esplosione in diretta a Misurata.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Esplosione in diretta...  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Una bomba o un colpo d'artiglieria si abbatte sugli insorti: in queste drammatiche immagini il momento dell'esplosione”  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Attenzione” è scritto in rosso. “Le immagini che state per vedere potrebbero urtare la vostra sensibilità.”&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poi c'è il video amatoriale di Misurata città fantasma. Il cavaliere addolorato prigioniero di Bossi. Nuove immagini dell'onda assassina. Giappone: il video simbolo dell'Apocalisse. Ruby in slip nello spot di Marra.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ruby in slip...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Incidente da brivido nell'incrocio della morte. Sexy spot assicurativo in Romania. Scimmiette denudano un anziano signore.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Scimmiette?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cazzo! Gli tirano proprio via il costume! Ma cosa ci facevano delle scimmiette in spiaggia?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al piano di sopra Angela è una giovane hostess. Single. L'ho incontrata solo poche volte per le scale. E' un hostess di volo, si ferma poco a casa, ma è molto carina. Angela si è scolata un'intera bottiglia di Cabernet pensando ad un uomo che non sono io, che ha incontrato spesso negli ultimi mesi e sulle scale si sono salutati l'ultima volta. Scura in volto lei, sorridente lui. La porta della settima stanza della loro pensioncina era stata sbattuta violentemente e poi riaperta “Ma dove stai andando?” “Mi sono rotta il cazzo. Tornatene da tua moglie!” Nessuno può sapere, mi dice un amico che la conosce bene, quale sia la scintilla che abbia fatto esplodere la relazione. Ma io ora, ripete questa improvvisata fonte di gossip, ho qualche possibilità. Potrei provare a cercarla su google...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Angela Merkel condanna la violenza contro la popolazione libica”&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Finché non mi viene in mente il cognome non ho possibilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al terzo piano nell'appartamento vuoto rimbombano i tuoni che annunciano la pioggia. Vibrano i vetri delle finestre mal fissate e su pareti senza mobili il suono dipinge un fulmine di ombra che, eccolo lì, pochi secondi ed è pronto. Uno specchio, cornice di legno, un grosso specchio poggia sul pavimento, mattonelle rovinate. Tutto quel vuoto non riesce a specchiarsi e si perde nel ricordo di chi “ma non potremmo affittarlo quell'appartamento?” e di chi “fra due mesi nostra figlia compie diciotto anni, non sarebbe un bel regalo?”. Poi un altro tuono e vibrano le mattonelle e sotto Angela sente un gran fracasso. Apre la finestra e un istante di vuoto nella sua scatola cranica le fa chiudere gli occhi. Riprende l'equilibrio riaprendoli e fissa di sotto. Se cadesse da quell'altezza probabilmente si romperebbe solo una gamba. O un braccio. O la testa. Che pazzo pazzo pensiero, troppo vino rosso, da domani si beve solo bianco. Pazzo pazzo pensiero. Non gliela darebbe mai questa soddisfazione, ah, perché, ne è sicura, lui sarebbe contento.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La devo smettere di pensare ad Angela. Accucciato esplorerò meglio la zona. La prossima volta che la incontrerò per le scale le parlerò e stop. I punti rossi sul radar mi segnalano dei nemici nelle vicinanze. Intanto non ho niente da perdere. Una raffica di mitragliatrice e cazzo! Sono morto! Mi tolgo le cuffie con un gesto di stizza e ci vuole tutta la mia pazienza per non scagliarmi contro lo schermo del computer. Sopra Angela ha la tv ad un volume decisamente alto. Angela...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“La Libia si difenderà” sono le parole del rais “Il mediterraneo è il campo di battaglia...Gli interessi degli stati che partecipano a questa battaglia saranno in pericolo per questa loro azione folle che noi definiamo come un'aggressione coloniale dei crociati. Il popolo della Libia affronta con coraggio questa aggressione ed è sostenuto dai popoli arabi, dall'Islam, dai mussulmani, dal popolo dell'America latina e dell'Africa...”  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Scenari apocalittici attraversano la mente di Angela mentre si lava i denti. Nel desiderio di trovare una voce aveva alzato il volume della televisione in sala, ma la voce che, sì, finalmente aveva trovato, stava sputando minacce in una lingua che la traduttrice faceva fatica a cogliere. Ci manca solo che l'Italia entri in guerra, pensa avvicinandosi nuovamente alla finestra perché...perché quei tuoni ora facevano più paura. Com'è che non piove? Com'è che non era prevista pioggia? Non sono un po' troppo forti? Un po' troppo ravvicinati? Ma no...ma cosa va a pensare... Se fossimo sotto attacco sicuramente la tv lo direbbe. E poi all'improvviso un altro tuono, più forte, riempe l'appartamento di sopra e si riversa con violenza sulla testa confusa dall'alcol di Angela. E se fosse stato un attacco cosa avrebbe fatto? Dove sarebbe scappata? Come si fa a mettersi in salvo in questi casi?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Infilati i pantaloni del pigiamo sento suonare alla porta. A quest'ora. Mi precipito allo spioncino e Angela. Angela? Angela ha una faccia sconvolta che non le ho mai visto. Ma d'altronde io l'ho incontrata solo poche volte per le scale... “Scusami per l'ora ma è che tutto il mondo che conosco potrebbe scomparire in una notte” Angela è decisamente ubriaca “potrebbe anche essere la mia ultima notte. Sai? Da quando siamo in guerra contro la Libia” La Libia... certo! Hai ragione. E' una situazione così tragica... “Potrei mica restare qua a seguire i telegiornali?” Ci accovacciamo sui divani dividendo la copertina di plaid mentre flash di luce provenienti dal televisore mi illuminano abbracciarla. Si addormenta e io la guardo dormire tutta la notte, mentre i conduttori degli approfondimenti televisivi leggono veline piene di numeri: tot aerei, tot bombardamenti, tot morti.   &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Almeno 10 persone sono rimaste uccise nei bombardamenti oggi a Zenten, nella Libia occidentale. Lo riferisce un residente nella città a ovest di Misurata. 'Le forze di Gheddafi hanno bombardato Zenten questa mattina, uccidendo tra 10 e 15 persone', ha detto il testimone contattato telefonicamente.”        &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Marta ha scelto wind business per parlare senza limiti con i suoi colleghi, Flavio per stare online tutto il tempo che vuole, Luca per il Black Berry nuovo e la posta...”&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-7046824371221307488?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/7046824371221307488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=7046824371221307488' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/7046824371221307488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/7046824371221307488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2011/03/e-guerra.html' title='E&apos; guerra.'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-UDf8bTs5cmg/TYna89MUi5I/AAAAAAAAARg/x4T6adiWpuY/s72-c/missile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-8689905171323132371</id><published>2010-11-12T03:25:00.002+01:00</published><updated>2010-11-12T13:51:12.257+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copia ed incolla da altri miei deliri'/><title type='text'>Lo scrittore Vincent</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/TNympWAkK6I/AAAAAAAAARQ/qtQG8k6d5PQ/s1600/B_-dialogo-dello-scrittore-.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/TNympWAkK6I/AAAAAAAAARQ/qtQG8k6d5PQ/s200/B_-dialogo-dello-scrittore-.png" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Vorrei raccontarvi di Vincent lo scrittore. &lt;br /&gt;La storia inizia quando Vincent, già scrittore, conosceva della vita quel tanto per fuggirne. E così riusciva a vivere. Bravo Vincent.&lt;br /&gt;E scivolavano gli eventi e le cose e si rideva molto di più di quel di cui si poteva ridere e molto più di quel che era leggero, leggero diventava.&lt;br /&gt;Vincent scriveva.&lt;br /&gt;Della cosa bella era senz'altro un piacere fare una rapido resoconto, una burla, una parodia; riguardo alla cosa brutta scrivere era una liberazione, una catarsi, era come gettarla via. &lt;br /&gt;Ma una scrittura era difficile e al contempo premeva a Vincent più di ogni altra: si trattava della stesura delle proprie vite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“D'altronde chi è Vincent? Chi dei tanti può dire con certezza di essere realmente Vincent?” Si chiedeva Vincent seduto a capotavola, in quella tavola imbandita, per loro, per tutti loro, “Tutti i miei Vincent”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per scrivere la tua vita non devi necessariamente viverla. Anzi, se la vivi non hai assolutamente il tempo di scriverla. Per scrivere la tua vita devi fare in modo che qualcuno la viva per te. Un altro te. Un altro Vincent.&lt;br /&gt;Vincent è seduto in lacrime sulla panchina dei giardini dell'Acquasola (che nome evocativo!) mentre lei si sta allontanando dopo averlo bruscamente respinto con uno schiaffo anche troppo esplicito.&lt;br /&gt;Un altro Vincent si alza, lascia il proprio corpo a piagnucolare sulla panchina e raggiunge la ragazza che si sta allontanando. Le afferra la mano, l'umore di lei con un tocco di magia (o licenza poetica, che dir si voglia) cambia, e i due spariscono all'orizzonte. &lt;br /&gt;E questo è solo uno dei tanti casi. Di Vincent così ormai ne è pieno il mondo. Vincent ha seminato Vincent ovunque. Ognuno ha la sua vita felice; particolare, unica, complessa, difficile, ma felice.&lt;br /&gt;Sono in contatto? Di sicuro tutti di tanto in tanto, in sogno o anche in quel particolare stato di veglia che chiamiamo sogni a occhi aperti, vanno a trovare Vincent. Ma io ho il sospetto che siano in contatto anche tra di loro. Me ne sono accorto durante la cena. Alcuni si scambiavano occhiate di intesa. La cena. Già...&lt;br /&gt;E' di questo che vi dovrei parlare. La storia di Vincent lo scrittore è segnata dalla cena che una sera organizzò per far incontrare tutti i suoi Vincent sparsi per il mondo. Capirete da voi che la mossa  fu alquanto azzardata: fa parte della natura dei sogni quella di essere poco inclini a eventi materiali quali il sedersi a tavola, il mangiare, ma anche il portare il vino e il fare i complimenti per le lasagne. Ma la malinconia da un po' di tempo tormentava il povero Vincent, che perciò decise di fare una riunione di “famiglia”. Filò sorprendentemente tutto liscio. Ci presentammo in molti (glielo dovevamo): intorno a quella tavola eravamo almeno in cinquanta. C'erano le mogli, tante. C'erano un sacco di bambini, chi l'avrebbe mai detto? Ma c'erano anche molte coppie non sposate. Alcune viaggiavano tutto il tempo, altre non si erano mai mosse da Padova, alcune abitavano in città , altre in montagna, c'erano coppie che raccontavano di non essersi mai separati e altre che dicevano di vedersi molto poco durante l'anno, ma di essere contenti ugualmente. Scorrevano fiumi di vino (ah...Vincent!), tutti (a parte un vegetariano!) si abbuffavano di lasagne e arrosto e regnava il buon umore. C'ero io. Vincent sostiene di essere lui a prendersi cura di noi, ma io penso che la cosa sia sempre stata reciproca. &lt;br /&gt;Quella sera se ne stava seduto a capotavola pensieroso, non capiva come tutti quei Vincent così diversi tra loro potessero andare d'accordo. “Qual'è il punto in comune? Perché banchettano allegramente invece di litigare su punti di vista diversi?” “Io” pensava “litigherei più o meno con tutti”. “Ma in fin dei conti perché mi stupisco? Sono stato io a dar loro il vissero felici e contenti. E di che mi lamento? Mi dà fastidio? Dovevo pensarci prima.  Forse dovrei semplicemente lasciarli andare, dimenticarli, dimenticare le loro storie e così di colpo morirebbero tutti. Cena con sterminio. Donne e bambini compresi. Non si può. Non sono un mostro. Uno scrittore ha dei doveri. Ma forse...”&lt;br /&gt;Avete presente quando tutti gli invitati ad una festa uscendo prendono gli ombrelli a caso e all'ultimo tocca l'ombrello più sfigato? Uscendo dalla casa di Vincent successe qualcosa di analogo, ma la posta in palio non fu l'ombrello, ma la vita. Io mi attardai, ero in bagno, e quando tutti, preso il cappotto e l'ombrello, uscirono, mi resi conto che in casa non c'era più nessuno, neanche Vincent lo scrittore. Lì per lì il paradosso mi fece quasi svanire. Io: proiezione, sogno, personaggio senza scrittore potevo forse esistere? Poi pensai che se ero riuscito a cenare con il mio autore forse potevo anche scrivere la sua storia. Ed eccomi qua, a raccontarvi di colui che stanco di sognare vite non vissute riuscì a prendere il posto di uno dei suoi sogni, eccomi qua a scrivere di Vincent lo scrittore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;Photography by Fernanda Veron&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-8689905171323132371?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/8689905171323132371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=8689905171323132371' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8689905171323132371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8689905171323132371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2010/11/lo-scrittore-vincent.html' title='Lo scrittore Vincent'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/TNympWAkK6I/AAAAAAAAARQ/qtQG8k6d5PQ/s72-c/B_-dialogo-dello-scrittore-.png' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-4248210570574184401</id><published>2010-08-09T04:42:00.000+02:00</published><updated>2010-08-09T04:42:52.145+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Secondo matteo secondo'/><title type='text'>Ritorno a Cafarnao</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/TF9oxdAj4vI/AAAAAAAAAQo/AD67k77KeLU/s1600/075.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/TF9oxdAj4vI/AAAAAAAAAQo/AD67k77KeLU/s320/075.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)" name="GENERATOR"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;style type="text/css"&gt;	&lt;!--		@page { margin: 2cm }		P { margin-bottom: 0.21cm }	--&gt;	&lt;/style&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Scivola nuda tra il materasso ed il lenzuolo. Con un balzo è già sopra le scarpe. Da ginnastica, piccole, slacciate. Controlla l'ora, è tardi, deve tornare a lavoro. Poi con un tuffo ricasca sul letto a pochi centimetri dal mio viso e mi sussurra in un orecchio.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Mi ami?-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Ti voglio bene.-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non potevo scegliere risposta peggiore. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si fa scura in volto e scosta di scatto la testa indietro. Lo stupore l'ammutolisce, ma il suo sguardo comincia ad accusarmi. Sto per porgerle le mie scuse quando parte la suoneria del suo cellulare e tutto, a parte la musichetta, si blocca. Qualche secondo dopo, senza distogliere gli occhi dai miei, Elisa allunga finalmente la mano sul comodino e risponde al telefono. Dapprima continua a fissarmi, poi, di punto in bianco, si concentra sulla telefonata e mi lascia libero di riflettere.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;So il perché di quella mia risposta, so che è stata una risposta automatica, d'istinto. Sto lavorando ad un saggio sull'apparizione di Cristo presso il lago di Tiberiade e, secondo l'ultima traduzione del vangelo di Giovanni, alla stessa domanda del rabbì, la mia è state la risposta di Pietro. Elisa però non si accontenterà di questa spiegazione, dovrò trovare qualcosa di meglio. Mah... La telefonata sembra andare per le lunghe, ne approfitto per alzarmi, indossare i boxer sul pavimento e dirigermi al netbook. Un nuovo messaggio: il mio ex professore si congratula per la scelta dell'argomento del saggio. “E' bellissimo” dice “che Gesù abbia scelto Simon Pietro per tramandare il suo ministero. Non è stato Paolo il saggio il primo Papa, bensì Simon Pietro il pescatore, l'ignorante, l'irruento...”. E' bellissimo dice, e avrà ragione, ma a me un po' questa cosa infastidisce. Io che sono così pacato, che rifletto a lungo prima di ogni parola, che mi vanto di essere un intellettuale, non posso che essere turbato dal fatto che il discepolo prediletto di Gesù fosse un cafone. Forse è per questo motivo che non riesco a togliermi questo passo del vangelo dalla testa. Sarà una buona idea scrivere proprio di ciò?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ho altre tre e-mail, per lo più pubblicità, e due inviti su facebook a serate in locali genovesi. Cancello velocemente tutto, sempre infastidito, ma non so più per cosa. Devo pensare ad una spiegazione per Elisa. Lei ora è in bagno che testa con la mano non occupata dal telefono la temperatura della doccia. E' di fretta. Dalla porta socchiusa la si vede posare il telefono ed entrare velocemente nel box già appannato. Il viso sembra triste, starà ripensando a quello che le ho detto. Triste per qualche parola, afflitta per sentirmi distante...melanconica al pensiero che cinque anni fa eravamo solamente io e lei e tutto il mondo fuori non esisteva. Poi c'è stato il mio primo libro, il successo, due anni di vita in cui ero una celebrità ci hanno allontanati perché pian piano mi stavo innamorando della mia immagine da scrittore. Innamorando della mia immagine da scrittore: belle parole. Forse anche vere. Le feste nei locali, scrivere da ubriaco, tre giorni con le tapparelle della case tirate giù perché ero in vena e non volevo distrazioni, le prostitute perché per poterne scrivere dovevo averne esperienza. Quelle penso che non me l'abbia mai perdonate. Poi la scuola di regia, altri due anni, altro innamoramento. I miei romanzi erano costruiti descrivendo immagini, perché allora non lavorare con le immagini? Svegliarsi presto, andare a lezione, girare corti, il montaggio, il doppiaggio, effetti di transizione...penso che tutta la mia vita stesse girando intorno ad una videocamera digitale da 500 euro. Mai fatto migliore acquisto, pensavo. Poi la conversione religiosa, un anno fa, in Israele. Mettere a confronto il vangelo con il corano e il talmud ed imparare da tutti gli insegnamenti. Vivere come cristiano in terra santa, sotto lo stesso cielo che secoli prima aveva visto Gesù. Vivere come lui. Farne il mio rabbì. Ho amato tutto ciò così come lo deve avere amato Pietro. Poi tutto è finito. Gesù è morto  con l'umiliazione della croce, solo, rinnegato e forse Pietro, un tempo ottimo pescatore, pensa a chi gliel'ha fatto fare di perdere così tanto tempo dietro quell'innamoramento. E per me? Non ho più voglia di andare a messa, ho un saggio che non si scrive, due inviti su facebook e una fidanzata incazzata in bagno. Non ho visto Gesù morire in croce tra urla strazianti che non riuscivo ad ascoltare, ma l'ho visto pian piano dissolversi nella vita quotidiana. Il vangelo tascabile che mi ero comprato non so più che fine abbia fatto. Dev'essere in uno scatolone accanto a quelli dei miei libri ancora invenduti. O in qualche cartella dell'hard disk tra “post-produzione” e “materiale da montare”. O in bagno incazzato. Resti di vita passata, penso, mentre Elisa esce dal bagno avvolta in un asciugamano gemello di quello con il quale si asciuga i capelli.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Insomma non mi ami?-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-No, ti ho amato, ma ora ti voglio bene-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mi soffermo a seguire il tragitto di una goccia dal ginocchio al piede, tanto per non guardarla in viso. E riprendo a scrivere.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cafarnao negli anni in cui era mancato non era cambiata di una virgola. Quei venti metri che dividevano la sua casa dal tempio, attraversati mille volte per una stupida devozione e altre mille volte per rinchiudersi tra mura solide e sicure nella speranza di sfuggire ad un peccato che sembrava celarsi dietro ogni angolo. Quel tempio che il rabbì aveva ridicolizzato pretendeva di fare di nuovo paura. Ma come poteva? E come poteva ora Simon Pietro risedersi intorno alla sua tavola vuota quando questa aveva visto fraterni banchetti? Tutto era uguale, ma tutto era cambiato. Sulla spiaggia c'erano ancora, abbandonate, le reti con le quali si guadagnava da vivere. Il vento le aveva attorcigliate, ma lui in mezza giornata avrebbe saputo scioglierle. Mezza giornata: un'infinità di tempo ora che aveva imparato a misurarlo in ore e minuti. Ma cos'altro poteva fare? La parentesi si era chiusa, il Messia era morto da uomo, impotente e bugiardo, e ora nessuno più avrebbe creduto in lui. “Persino io” pensava “nonostante fossi stato avvertito, persino io l'ho rinnegato per ben tre volte in pochi minuti. Il suo ultimo miracolo è stata la predizione della mia debolezza. Che finale! Ora si torna a pescare.” Era ormai mezzogiorno, se questa notte voleva prendere il largo doveva cominciare a preparare il tutto. Tentò di congedarsi dagli amici che lo avevano seguito, ma Giovanni non voleva sentire ragioni: “Verremo anche noi, non ti lasceremo solo”. “Resti di vita passata”, pensava, nel vederli districarsi goffamente con i nodi delle reti. La loro presenza lo infastidiva, come avrebbe potuto chiudere quella parentesi se loro non si levavano dai coglioni. Lo chiamavano Pietro, ma il pescatore era Simone. E Pietro e Simone erano due persone molto diverse tra loro, presto l'avrebbero appreso.  A notte inoltrata, più tardi del previsto, gettarono le reti al largo più e più volte senza che nessun pesce ne fosse catturato. L'alba sorgeva, quell'alba di molti anni prima in cui lui sarebbe dovuto tornare a casa a mani vuote per una pesca, come a volte succedeva, fallimentare. “Getta le reti dall'altra parte”, gli era stato invece detto.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Getta le reti dall'altra parte- sentiva invece ora nuovamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Getta le reti dall'altra parte- era nuovamente la voce di Gesù.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si voltò esterrefatto perché gli occhi potessero avere conferma: era lui, lo sguardo degli amici era una conferma ben maggiore di quella che ogni suo senso gli potesse dare.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo pochi lunghissimi istanti tutti i presenti si erano già attivati per eseguire l'ordine del rabbì, ma l'istinto era un altro. L'istinto muoveva Pietro a scaraventarsi giù dalla barca, correre con l'acqua alla cinta verso quella figura e scagliarvisi contro con tutta la forza che aveva. Traditore! Bugiardo! Debole! Inutile! Lo spinse facendolo cadere a terra, il colpo attutito dai pochi centimetri di acqua, più schizzi che altro. Mai aveva pensato di alzare le mani contro il suo rabbì, ora l'aveva fatto. Ed era stato facile, bello, liberatorio, perché non continuare? Era pronto a sferrare un pugno non appena quell'omino si fosse alzato e di certo l'avrebbe fatto se...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Pietro, mi ami?-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bastarono queste poche parole, questo difficile interrogativo, per placare di botto l'ira del discepolo. Gli altri dietro, ancora sulla barca, stavano ora pescando, e forse non avevano neanche notato la scena.  Le pulsazioni diminuivano, tornava la calma. Pietro tese la mano a Gesù e lo aiutò ad alzarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ti ho senz'altro amato, pensava, ti ho amato più di ogni altra cosa, ti ho amato come non pensavo si potesse amare, ma ora...cosa resta?...un fantasma che mi tormenta. Se solo decidesse di apparire al mondo intero, se solo...si potrebbe...non lo farà. Resti di vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Ti voglio bene, Signore-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Erano in piedi entrambi, uno di fronte all'altro, bagnati, Gesù l'abbracciò.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Pietro, mi ami?-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non sapevo per chi vivere, ho vissuto per te, ma ora? Non discuto il volere di Dio, ma non ti amo.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Ti voglio bene, Signore-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I due si avviarono a riva, seguiti da quei pescatori improvvisati che, alla prima uscita, avevano racimolato 153 pesci. Un altro miracolo senza testimoni, un altro motivo per incazzarsi. Fecero un fuoco e mangiarono tutti insieme un'ultima volta, allegramente, come se il rabbì fosse vivo e niente fosse cambiato. C'erano tutti tranne Pietro che, non visto, si era allontanato dalla luce del fuoco ed era andato a preparare le reti per il giorno successivo. Presto fu raggiunto da Gesù.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Mi dispiace, rabbì, mi dispiace di non potermi unire agli altri, mi dispiace di non poter celebrare la tua resurrezione...mi...-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Pietro, mi vuoi bene?-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Già lo sai-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Allora pasci le mie pecorelle. Non chiedere scusa per ciò che non dipende da te, non dispiacerti per quel che sei. Quello che di me ti resta, proteggilo, ma quello che è andato, lascialo andare. Ora devi vivere a Cafarnao.-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pietro rincuorato, anche se sempre un po' perplesso, salutò il Signore e raggiunse gli altri intorno al fuoco. Tommaso gli fece l'occhiolino sorridendogli e Natanaele gli porse un ultimo spiedo con un grosso pesce. Era troppo bruciacchiato, sicuramente si era perso in chiacchiere dimenticandoselo sul fuoco.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;-Vedi di non lamentarti- gli disse l'amico -Ti va già bene che è restato qualcosa-&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;C'è un messaggio sul cellulare, è di Elisa, mi chiede se questa sera mi va di cenare fuori. Sorrido felice e le scrivo: “Già lo sai”.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche perché mi è venuta un gran voglia di pesce.  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-4248210570574184401?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/4248210570574184401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=4248210570574184401' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/4248210570574184401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/4248210570574184401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2010/08/ritorno-cafarnao.html' title='Ritorno a Cafarnao'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/TF9oxdAj4vI/AAAAAAAAAQo/AD67k77KeLU/s72-c/075.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-7033251878748017038</id><published>2010-04-01T12:57:00.006+02:00</published><updated>2010-04-02T00:16:23.456+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Secondo matteo secondo'/><title type='text'>Getsemani</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/S7R62AxtNkI/AAAAAAAAAQA/3sUvAETGisg/s1600/256.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/S7R62AxtNkI/AAAAAAAAAQA/3sUvAETGisg/s320/256.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)" name="GENERATOR"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;style type="text/css"&gt;	&lt;!--		@page { margin: 2cm }		P { margin-bottom: 0.21cm }	--&gt;	&lt;/style&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;“&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Gli apparve allora un angelo dal cielo per 									confortarlo. Ed&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; entrato in agonia, pregava più 								intensamente. Il suo sudore&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;divenne come gocce 								di sangue che cadevano a terra” &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;Lc 22,43-44&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Non si voltò perché quei passi li conosceva fin troppo bene. Attese per pochi lunghi istanti su quell'umida terra, poi fu raggiunto. L'amico gli si sedette accanto, gambe parallele, ginocchia alte e braccia appoggiate su di esse; un ulivo copriva il cielo ad entrambi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)" name="GENERATOR"&gt;&lt;/meta&gt;&lt;style type="text/css"&gt;	&lt;!--		@page { margin: 2cm }		P { margin-bottom: 0.21cm }	--&gt;	&lt;/style&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;-Gabriele...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;-Signore.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;-Mi...mi dispiace-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;-Di cosa? Di aver voluto fare tutto di testa tua? Di esserti intestardito nel voler mostrare all'uomo un padre troppo debole per essere accettato? O di non essere ancora riuscito a comprendere i tuoi figli?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il rabbì chiuse gli occhi per alcuni secondi e nel riaprirli afferrò la tazza di vino che era appoggiata tra due pietre alla sua sinistra. La strinse nelle mani e si perse nell'osservarne il rosso contenuto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;-Di tutto ciò. Ma più di ogni cosa mi dispiace per te, Gabriele. So che sognavi un altro ruolo in questa vicenda. Sarebbe stato bellissimo vederti entrare nel tempio al comando di dodici legioni di angeli. Avresti suonato il corno che annunciava la mia venuta e io, su una nuvola, avrei piegato le gambe di chi mi vuole prendere a calci.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Bevve due sorsate di quel vino e altrettante ne offrì all'amico. I volti per un attimo si distesero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;-Ci puoi scommettere: lo spettacolo avrebbe lasciato senza parole tutta Gerusalemme. I tuoi discepoli, quelli che ora dormono, sarebbero stati incoronati re tra piogge di polvere celeste e dorate eruzioni dalla terra.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Risero entrambi immaginando nei particolari l'arrivo del Signore degli Eserciti in Israele, ma presto il volto del rabbì divenne nuovamente scuro. Nel vederlo così l'amico gli mise un braccio sulle spalle e gli chiese: -Vorresti quindi tornare indietro?-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Era la domanda senza risposta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;-Gabriele, abbiamo fatto sogni in comune per più notti di quelle che puoi immaginare. Nel deserto ho capito che tipo di Messia sarei dovuto essere, ma una parte di me non ha mai accettato questa decisione. Ogni volta che mi lasciavo andare ad un miracolo provavo l'ebbrezza del potere e avevo la sensazione di aver oltrepassato quel limite, quel punto di non ritorno. Mi dicevo: “Ho sbagliato. Ho ormai mostrato la potenza del padre, ne saranno per sempre schiavi”. Ma misto al senso di colpa avvertivo piacevoli emozioni. Poi l'uomo dava dimostrazione di cecità e io tiravo un sospiro di sollievo. Mi ricomponevo. Tornavo in me e la mia missione mi riappariva chiara e stupenda. Ma ora...ora che, come te dici, è evidente il mio fallimento, ora che mi rimane solo un ultimo tentativo... Devo rifletterci bene...perché il rischio...il rischio...-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;-Il rischio- lo interruppe Gabriele -è quello di creare un popolo di orfani.-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Seguirono lunghi momenti di silenzio nei quali l'angelo poté apprendere la sofferenza del suo Signore. La diapedesi trasformò il sudore del rabbì in sangue gocciolante sulla fredda terra. Era questo un anticipo delle sofferenze della carne che presto  avrebbe dovuto subire. Ma di ciò non era preoccupato. Gli insulti a cui sarebbe andato incontro erano parole vuote, le frustate passeggere, la croce una maledizione superstiziosa. Ma il dubbio era atroce. Sanguinava per esso. Sanguinava a causa di esso. Ed era, questo, sangue vero. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fu Gabriele ad interrompere l'angoscioso stallo. Non resistette alla vista del suo Signore ridotto in quello stato e d'impulso si allungò per afferrare la tazza di vino in terra. Ci si specchiò per un istante: il suo volto era rigato da lacrime. Bevve l'intero contenuto della tazza per cancellare il suo pianto. -Fa che possano bere il tuo sangue. Fa che possano mangiare la tua carne. E vedrai che non sarà stato tutto inutile. Urlerai il tuo nome dalla croce e nessuno potrà fare a meno di sentirlo. Quando tornerai tutti capiranno di essere tuoi figli, comprenderanno che il loro padre li amava fino a dare la vita per loro e tutti si ameranno in ugual maniera. Accudiranno la tua memoria, la faranno crescere ed essa maturerà in tutto il mondo. E soprattutto non avranno più paura di Dio, nessuno più vivrà nell'ombra del proprio senso di colpa perché capirà di essere già stato perdonato, nessuno si sentirà schiavo, tutti capiranno di essere figli voluti, amati, accettati in tutto e per tutto-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Si stesero entrambi sotto l'ulivo, Gesù non pareva totalmente convinto del discorso dell'amico, ma era comunque un po' più sereno: “Ora sembri te quello che non conosce gli uomini. Dovrei farti passare un po' di tempo qua giù, tanto perché tu veda cosa saranno capaci di fare in mio nome. Ma una cosa è vera, se anche una persona sola in tutto il mondo vivrà secondo il tuo augurio, la mia missione non sarà stata un fallimento totale”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-7033251878748017038?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/7033251878748017038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=7033251878748017038' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/7033251878748017038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/7033251878748017038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2010/04/getsemani.html' title='Getsemani'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/S7R62AxtNkI/AAAAAAAAAQA/3sUvAETGisg/s72-c/256.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-6766076271095280915</id><published>2009-09-08T19:17:00.002+02:00</published><updated>2009-09-08T20:06:59.300+02:00</updated><title type='text'>Ci si sposta!</title><content type='html'>La casa di riposo chiude, miei giovani lettori.&lt;br /&gt;La casa di riposo chiude, miei vecchi lettori.&lt;br /&gt;Ora non resta che navigare mestamente per mari d'asfalto attirati da una luce al neon. Che voi possiate sognare porti in festa, mete ambite, orchestre celebranti il vostro arrivo. Ma il silenzio caratterizza il nostro viaggio e a niente potranno servire poche parole pronunciate da labbra tinte di blu. Ma se volete ascoltarle, qui, con me, al bluelips bar, eccovi la via: http://bluelipsbar.blogspot.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-6766076271095280915?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/6766076271095280915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=6766076271095280915' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/6766076271095280915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/6766076271095280915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2009/09/ci-si-sposta.html' title='Ci si sposta!'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-2590906369069197425</id><published>2009-04-08T22:49:00.007+02:00</published><updated>2009-04-17T18:37:32.034+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copia ed incolla da altri miei deliri'/><title type='text'>Barricate. Una storia.</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt;&lt;/style&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; color: rgb(102, 0, 0);" align="left"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;(nuova versione)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; color: rgb(102, 0, 0);" align="left"&gt;Quel rumore metallico mi suggeriva che le protezioni del mio letto si stavano alzando. E' stato allora che, tirando i lacci che mi legavano le mani, mi sono girato sul fianco sinistro e mi sono messo a osservare la camera attraverso le sbarre. Vedevo l'infermiera contenta: “ha aperto gli occhi”. Vedevo gli altri pazienti, gente come me. Vedevo il bicchiere di acqua sul mio comodino e quei fiori, rossi, bellissimi, accanto al mio vicino. Stavo indossando occhiali scuri per vedere il sole. E, con mio grande stupore, mi sono ritrovato a non soffrire. Quel letto non era la mia prigione, ma una barricata innalzata per difendermi dal mondo ostile che mi circondava. Lì nessuno mi poteva toccare e potevo resistere ancora per molti anni. Ero nel mio lettino, bambino, in piedi per la prima volta serravo forte i pugnetti intorno alle aste di legno. Barricate. Io solamente protetto nella mia terra, il resto fuori. E se potevo con la mia immaginazione trasformare il freddo metallo di quelle sbarre nel caldo legno verniciato di rosso del mio lettino d'infanzia, sarei riuscito a dar colore anche a tutto il resto. E schierare forse nuovamente il mio esercito di pupazzetti e soldatini di fronte a me, pronto a difendermi dalle feroci invasioni dei barbari. E le variopinte e inadeguate barricate di tasselli di lego. E poi bianche, di cuscini su cuscini. Quel muro a Berlino. E la buia tenda dentro la quale mi riparavo quando i miei genitori litigavano. E il ricordo di loro...dopo ogni discussione si chiudevano in camera e io pian pianino potevo uscire dal mio nascondiglio e dirigermi verso essa, accucciarmi dietro la porta e, fucile ed elmetto, provare a sbirciare il nemico dal buco della serratura.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; color: rgb(102, 0, 0);" align="left"&gt;Anni dopo mia moglie si alzava le lenzuola per coprire il suo seno nudo, per pudore, per difenderlo dalla mia vista. Io con i piedi cercavo di spostare quelle coperte, fino a quando lei, scocciata, non le afferrava strette con entrambe le mani per strattonarle fin sopra la testa. E girarsi, nascosta, ma vicina. Poi la sentivo bussare alla porta del mio studio e le dicevo di lasciare la colazione fuori: stavo lavorando, non potevo essere disturbato. Scrivevo romanzi e saggi dicendo che se le persone intorno a noi stavano bene, noi stavamo bene. Che gli altri erano come me, che siamo tutti simili. Marciavo. E mi soffermavo ad ascoltare i passi di mia moglie allontanarsi dallo studio, sognando di essere oltre quella porta, ma ben sapendo di non poterci essere: il mio compito era lì.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; color: rgb(102, 0, 0);" align="left"&gt;Quanto han retto quelle forti mura prima di crollare! Ho venduto la mia casa quando lei se n'è andata. L'ho venduta con i miei libri, le mie foto, quei rossi simboli di una fede che stava crollando.  E nudo sono rimasto a vagare per la terra che più non mi apparteneva. Lo zaino pesava e lo sguardo della gente... furono vite trascorse, quando la sera morivo. Prigioni senza sbarre fatte di deserti e strade e macchine e persone tutte uguali. Presto il mondo divenne la mia casa e, nella mia casa, c'erano troppe persone. Alcune mi fissavano giudicanti, insopportabile, altre mi ignoravano, insopportabile, altre ancora mi volevano bene. E io non riuscivo a sopportarle. Egoisti, miopi, piccoli uomini. Avidi. Tutti assetati di potere. Ho tentato di dissolvermi, farmi sabbia nei deserti che attraversavo e così, finalmente, più non soffrire. Ricordo che mentre morivo non ho potuto fare a meno di ridere vedendo che un rosso flusso stava uscendo dal mio corpo.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; color: rgb(102, 0, 0);" align="left"&gt;Questa mia ultima vita è iniziata con un rumore metallico, le protezioni del mio letto si stavano alzando. E io vedevo gente come me dentro le mura di quella stanza. Quando, dopo diverso tempo, mi sono alzato dal letto, sono andato a sbirciare attraverso la porta socchiusa. E poi lunghi pomeriggi alla finestra che dava sul giardino. Tutti i giorni alle cinque in punto passava davanti al cancello dell'ospedale una ragazza bellissima.&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-2590906369069197425?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/2590906369069197425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=2590906369069197425' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2590906369069197425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2590906369069197425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2009/04/barricate-una-storia.html' title='Barricate. Una storia.'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-2196465356525628197</id><published>2008-11-12T01:30:00.007+01:00</published><updated>2008-11-14T00:23:07.736+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copia ed incolla da altri miei deliri'/><title type='text'>Musicale</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;-Aver della musica nella testa- mi dice N. -è ciò che conta. Le parole nella vita sono un elemento secondario, del tutto superficiale. Cosa di poco conto, giuro. Anche perché, lo sai bene, non ci sono parole giuste o sbagliate, parole felici o tristi, belle o brutte. Ma la musica che ascolti è il racconto della tua vita.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;TANGO GENOVESE&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 2.4  (Win32)"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 	--&gt;&lt;/style&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Prego, prima le signore. Un leggero inchino e le guardo il sedere danzare. E il vestito svolazzare, alzarsi, fino alla carne. Appoggio le mani e stringo le dita. Uno schiaffo, la mano si ferma a mezz'aria bloccata dalla mia. Ti amo. Ti odio. Si volta e cammina fino al letto. Non hai i soldi per pagarmi. Come fai a saperlo? Non te lo hanno pubblicato. E' vero. Mastica la cicca con decisione prima di infilarsi due dita in bocca e tirarla fuori. L'attacca sotto il letto. Che schifo! Ti amo anch'io.&lt;/span&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Invece lei mi dice che dovrei fare qualcosa in casa ogni tanto, non posso passare tutto il tempo al computer. E mi dice di dimagrire e vorrebbe vedermi più di buon umore. Non esco mai di casa. Mi vesto sempre di nero. Il calcio, il calcio è per gente stupida.&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Una spallina le scivola giù per il braccio, il vestito le stringe un seno. Vieni qua. Lo afferro, lo stringo e lei si è di nuovo voltata. Guardami. Non lo fa. Guardami. No. Non ci riesci? Non posso. Sta piangendo. Fino a quando non guadagnerai non ci sarà futuro per noi. E' vero. E' triste.&lt;/p&gt;    &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Invece il martedì ha yoga e il giovedì piscina. Io il lunedì vado a giocare a calcio. Il mercoledì ci vediamo con gli amici e c'è il calcio e lo yoga che ci sono già stati e la piscina che ha da venire. E c'è il weekend in cui dobbiamo decidere cosa si fa e poi farlo o rimandarlo. O non farlo, o sognarlo, o solo raccontarlo o non far neanche quello.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Scosta l'altra spallina, trattiene il respiro, pancia in dentro, e si lascia scivolare il vestito fino alle scarpe. Sono rosse, alte, lucide, belle. E' bello che lei le porti. E' bella lei. Te guadagni, hai un lavoro, non ti devi preoccupare di nulla. Sono io il fallito. Non c'è mai stato un noi. Sono io quello che non ha neanche i soldi per una prostituta. Stupido.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Invece ho 110 di diabete e 150 di colesterolo. Sono dentro i parametri, ma per poco. Ho una forte forma di emicrania, ho una leggera discopatia. Lei è celiaca, intollerante ai latticini, è in dieta, la birra la gonfia. Dovrei tenerlo sotto controllo il diabete, ho dei precedenti in famiglia. Lei me lo ricorda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Le mutandine le incorniciano il sedere. Le spalle nude, robuste ma infreddolite, tremano leggermente. Voltati, dai. Il trucco le è colato lungo le guance in lacrime nere. Il suo seno, il suo ventre, le sue cosce, ogni centimetro della sua pelle nuda mi eccita. E adoro le sue imperfezioni, punteggiatura di una poesia che altrimenti non riuscirei a leggere. Passo una mano sul mascara colato e lo trascino su tutta la guancia. Premo il pollice sul lato destro della sua bocca e lo passo con forza sulle labbra per toglierle il rossetto. Ora è sbavato anch'esso.  &lt;/span&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Invece mi chiede se si può tenere le calze, siccome ha sempre freddo ai piedi, se non mi da fastidio, in quel caso, se può, eviterebbe di sentire freddo. Il sesso orale non le piace. Ci sono dei tempi e non è solo troppo presto, può anche essere troppo tardi, e non me lo dice prima. E io non lo capisco. E alla fine ho freddo, forse perché io non ho le calze, forse.&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Il suo respiro è caldo e lei si sveglia, subito, non stava dormendo.  La osservo nuda, seduta sul letto, una gamba raccolta a sé. Si accende una sigaretta e sento il rumore della carta, del tabacco bruciare. Tutti i miei sensi rivolti a quell'incandescenza, quel lento cammino verso le sue labbra, ancora, avamposto del suo corpo. Il resto scompare nel fumo di quella sigaretta, nella nebbia che entra dalla finestra, nel gesto che giù di sotto il mago ha fatto con il palmo della mano, ad un  pubblico distratto, dall'ombra di un bicchiere.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma non vorrò mica fumare in stanza, invece, non se ne parla neanche, invece, esco fuori, respiro, al freddo, guardo la notte stellata, respiro, al freddo, io respiro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Lei esce, mi raggiunge con la mia giacca tra le mani e me la posa sulle spalle, poi mi abbraccia forte, appoggia la testa sulla mia schiena e sussurra: “Scusami, se qualche volta faccio qualcosa di sbagliato”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Io sono uno stupido.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:85%;" &gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Ma la musica che ascolti è il racconto della tua vita. E&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:85%;" &gt; a volte andrebbe cambiata."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-2196465356525628197?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/2196465356525628197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=2196465356525628197' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2196465356525628197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2196465356525628197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2008/11/musicale.html' title='Musicale'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-7753034443691075787</id><published>2008-09-11T01:40:00.000+02:00</published><updated>2008-09-11T01:42:00.922+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Note sparse'/><title type='text'>Un nuovo buco nero nelle mie fantasie</title><content type='html'>E' successo qualcosa in questo blog.&lt;br /&gt;Nel mondo della mia fantasia un paio di scienziati pazzi hanno sbagliato esperimento e l'intero mondo, quello della mia fantasia, è stato distrutto. Nelle mie fantasie, di sogni si parla, tutto in pochi secondi scompare per lasciare spazio ad altro o a niente. E il sogno mi culla, mi fa sorridere e quasi quasi osare sperare...che veramente, che se si avverasse...&lt;br /&gt;La vita è una cosa meravigliosa, certo, bellissima, e niente di meglio potrei immaginare. Niente tranne la sua assenza, la sua totale assenza. &lt;br /&gt;Perché della mietitrice tutto ho sempre temuto tranne la falce.  Non mi spaventa il suo sguardo, ma non sopporterei vederla da lontano. Ho paura di vedere il suo tocco sui miei parenti e amici. Mi dispiacerebbe molto, al contrario, lasciarli qui a piangere la mia perdita. Non vorrei provare dolore fisico, mai, specialmente se prolungato.  E poi c'è altro: temo anche di abbandonare persone che appena mi conoscono e forse anche i luoghi, ho paura della mia stanza vuota. Questo è l'incubo, sono solo alcune note a piè di pagina di un contratto che tengo sulla scrivania. La penna tra le mani è leggera e luccicante. Se solo riuscissi a firmare...&lt;br /&gt;Accidenti! Non sono mai riuscito a cancellare questa pagina dai miei “preferiti”. Accidenti! Da qualche parte ho ancora quei salvataggi di “Oblivion”. Accidenti! E' fuori dalla mia portata il coraggio per firmare un contratto del genere. E il sogno rimane un miraggio. Si allontana dal mio desiderio e sono costretto a dirlo: “Neanche così vorrei morire”. Ma se succedesse, se qualcuno firmasse senza leggere, bé, come dire?, di certo non obbietterei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' successo qualcosa in questo blog, ma, ahimè, nessun buco nero ha ancora avvolto il web. Ciò che è successo è che la pagina è rimasta vuota, le poche persone che c'erano sono sparite e io sono sparito per loro.  Direi che a parte la completa assenza di dolore fisico (niente scosse, nessuno schermo che mi si chiude sulle dita) le note a piè di pagina sono state ampiamente disattese. Male.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-7753034443691075787?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/7753034443691075787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=7753034443691075787' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/7753034443691075787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/7753034443691075787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2008/09/un-nuovo-buco-nero-nelle-mie-fantasie.html' title='Un nuovo buco nero nelle mie fantasie'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-8582612483972236728</id><published>2008-04-19T02:05:00.005+02:00</published><updated>2008-04-26T01:56:30.123+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Polvere alla polvere'/><title type='text'>Polvere alla polvere /3</title><content type='html'>Un giorno ti svegli di buono umore, sei giovane, hai tutta la vita davanti. Pensi: chi se ne fotte di tutti, di tutte, chi se ne fotte. Poi la giornata scorre liscia, magnifica, dei cazzo di binari, perché ti va veramente tutto bene e sorridi, sorridi che è un piacere. E' perfetto, voglio che la mia vita duri per sempre e voglio mostrare al mondo che sono degli stupidi, tutti, piccola gente, davvero. Apro verso le cinque l'armadietto dei liquori in cerca di un porto e ci trovo solo del Sand&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;e&lt;/span&gt;man. Ed ecco l'occasione per dimostrare quanto è semplice la vita. Mi vesto, riempo il portafoglio dalla cassaforte, prendo la macchina, ci butto dentro il navigatore e parto. Al primo autogrill panino e guardo il tizio dietro il bancone dall'alto in basso: te non sai cosa sto facendo. Scrivere sul navigatore “Porto, Portogallo” è poi un orgasmo, cazzo, tutto perfetto: tre giorni di viaggio andata e tre giorni ritorno. “E' un po' che non ti si vede” “Eh sì, sai, avevo voglia di un buon bicchiere di porto e sono andato in Portogallo”. La vita potrebbe anche finire qui. Ma per il signor M., abbiamo ormai imparato, c'è il dopo. A volte gli sembrava di essere una di quelle commedie Hollywoodiane con un primo tempo tutto battute e gag brillanti e un secondo tempo pieno di noia, moralismi, trama già vista e finale da spararsi nei coglioni. C'è il secondo tempo, quello delle tre casse di Rozes caricate in macchina e tenute ad invecchiare per vent'anni. “Così quando avrò ospiti di riguardo saprò cosa offrire loro”. Era vent'anni fa, il maggiordomo sorrideva felice e sembrava che tutto potesse andare nel modo migliore. Vent'anni... Erano tutti giovani, tutti futuri poeti. Il signor M leggeva Rimbaud, Matteo era nato da poco e quel signore che gli sta puntando la pistola alla nuca  si diplomava con il massimo dei voti in legge. Ora, ora è sufficiente recarsi in cantina, tirare un'occhiata a quelle due casse, ancora chiuse, ancora, mai sistemate negli scaffali, e quelle bottiglie, quella polvere...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- E' il richiamo della polvere. Non ci può fare niente, ci chiama e un giorno lei deciderà di seguirlo. Nel mentre può smettere di tremare, sta rovesciando il porto-&lt;br /&gt;-Oh, mi scusi, è molto buono, io...-&lt;br /&gt;-Lasci stare. Mi dica piuttosto dove si nasconde-&lt;br /&gt;Ingente quantità di denaro...Genova...tunica...buffo, chiacchiere.&lt;br /&gt;-Ma lo vada ad eliminare, lo faccia lei, io non me la sento, in quella città &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;h&lt;/span&gt;o fin troppi ricordi. Verrà ricompensato a dovere, a tempo debito, a lavoro fatto, più in là. Quando Jack sarà morto lei avrà i suoi soldi-&lt;br /&gt;-Ma io...veramente...io...-&lt;br /&gt;-Lei?-&lt;br /&gt;-Io non posso...-&lt;br /&gt;-Non è mia abitudine far svolgere il lavoro ad altri, come lei forse saprà. Provo un certo piacere nel tagliare la gola a chi parla troppo. Mi piace proprio, sa? Godo. Mi viene così duro che poi mi devo masturbare davanti al corpo morente del malcapitato. Faccio una piccola incisione al centro, nella trachea, e il sangue esce lentamente. Ha mai visto una persona con le corde vocali recise provare ad urlare per chiedere disperatamente aiuto? E' uno spettacolo, glielo assicuro. “Ghhhh! Ghhhh!” Urla bastardo! Chiedimi di smetterla! Chiedimi perdono! Urla! “Ghhhh! Ghhhh!”. Ah ah ah ah! Senza la voce un uomo non è niente. Si è mai chiesto perché soffriamo nell'ascoltare il lamento di un uccellino ferito e non proviamo nessun moto di compassione nel vedere un pesce squartato vivo? Senza la voce una donna non è più niente!”-&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;Cade il bicchiere dalle mani tremolanti del suo interlocutore. I vetri schizzano in tutte le direzioni e una macchia di porto si allarga sul tappeto rotondo sotto i loro piedi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;-Mi dia una cassa del vostro miglior porto. Anzi, facciamo due. No, al diavolo, me ne dia tre. Oggi è una gran giornata e voglio che venga ricordata a lungo.-&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-8582612483972236728?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/8582612483972236728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=8582612483972236728' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8582612483972236728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8582612483972236728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2008/04/polvere-alla-polvere-3.html' title='Polvere alla polvere /3'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-7005635335603870814</id><published>2008-04-03T00:57:00.004+02:00</published><updated>2008-04-03T01:01:03.023+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Polvere alla polvere'/><title type='text'>Polvere alla polvere /2</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;&lt;span style=""&gt;E c'è anche da tenere presente che lui, il signor M, questa vita, in fin dei conti, non l'ha mai voluta fare. E ti capita anche di svegliarti stanco, distrutto, ubriaco, la sera prima, neanche la ricordo. Ti capita, trascini le gambe fino allo specchio in bagno e cerchi di mettere a fuoco. Hai la camicia del giorno prima, la barba da fare. E ti piaci: bello, dannato. Sì, ce l'ho con te, non c'è nessun altro qui, bastardo, angelo caduto, cattivo ragazzo, strizzi l'occhio al diavolo e hai il colletto della camicia ancora sporco di sangue. Ti abbottoni i pantaloni e puoi andare dal giornalaio. Parlano di te. E allora leggi svogliato, bellissimo, al bancone del bar e ti fai fare un altro caffè. Sì, una serata difficile, ma sono cazzi miei. In fin dei conti la tua faccia di merda mi dice che ieri sera ti sei eccitato con un reality e masturbato con un filmetto su una rete privata; ma mica ti vengo a rompere i coglioni per questo. La prima serata è una faccenda personale, anche e soprattutto quando uccido. Tuttalpiù ci posso scherzare un po'. “Facciamo un terzo caffè, và, sono convinto che non mi ucciderà”, ma gli altri non dovrebbero capire e magari si potrebbero spaventare per la mia risata. Magari... Finisse tutto qua... Magari, sarebbe bello se la giornata del signor M. non continuasse. Ma poi c'è il dopo-sbronza, il mal di testa, una coscia di pollo bollita e quella merda di medicine per lo stomaco. E il purè, dimenticavo il purè. Un cazzo di passato di patate lessate. Arriva una ragazza russa, moldava  o quel che è a fare le pulizie e ti tratta come una merda. E neanche ti guarda perché sei vecchio. Cinquant'anni e non sei più un uomo che la può scopare. Andrà con il cameriere faccia di merda reality e seghetta. E va bé, è giusto così, stessa ignoranza e nullità.  Io posso pretendere qualcosa di meglio dell'immigrata corpicino lungo e secco, coda di cavallo, aria altezzosa, pulisce il mio cesso trattenendo il respiro. Ma le donne del signor M sono sempre svanite velocemente e, adesso, non è buono neanche per la donna delle pulizie. Questo fa male. Questo ti uccide dentro. Magari la giornata finisse al terzo caffè...Ma c'è il quarto, quello dei nipoti che vogliono aprire un'attività investimento sicuro, servirebbe un capitale iniziale, ma, insisto, questo è solo un prestito perché ti ridarò tutto con gli interessi, di me ti puoi fidare. Vaffanculo. C'è il quinto caffè: “Dottore, forse potrei ricominciare a mangiare la carne rossa? Certo, sì, lo so, importante, ci mancherebbe, ma certo, glielo prometto, come posso ringraziarla?, accetti questi, grazie a lei”. E fanculo. Il quinto caffè il signor M lo offre sempre al suo agente di borsa con l'obiettivo di trattenerlo il più a lungo possibile a parlare seduto in quella poltrona tra le mura del suo studio. Lo muove un piacevole sentimento di sicurezza, la convinzione che in quell'oretta il suo ospite non lo possa derubare, che ogni minuto passato in sua compagnia sia un euro risparmiato. E quasi gliela legge negli occhi, al sua broker, la fretta di andare, ah ah! Con fare vittorioso gli fa un'altra domanda e poi un'altra e un'altra; fino a quando non lo vede, lentamente, tirare fuori dalla tasca il cellulare, armeggiare con il grasso pollice e mandare un messaggio. Un ordine è stato inviato, altri soldi di suo padre sono spariti. Fanculo. E poi c'è l'ultimo caffè, quello della solitudine, del ritratto della sua ex moglie, del ricordo dei suoi genitori. Il caffè che non vuole andare giù. Quello che vomiterà al termine della notte, una mano appoggiata al muro più sporco di Parigi, l'altra stretta intorno alla bottiglia di Jameson. Una carta dei tarocchi in tasca, inutile vezzo, la camicia fuori dai pantaloni, cazzo, un po' di sangue ci schizza sempre. E il pensiero al medico che cerca di curare la sua colite ulcerosa. Niente carne rossa. Il suo fisico non riesce a digerirla. Ah ah ah ah ah...fanculo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="left"&gt;&lt;span style=""&gt;...continua...&lt;br /&gt;     &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-7005635335603870814?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/7005635335603870814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=7005635335603870814' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/7005635335603870814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/7005635335603870814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2008/04/polvere-alla-polvere-2.html' title='Polvere alla polvere /2'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-999490057073307895</id><published>2008-03-27T03:20:00.004+01:00</published><updated>2008-03-27T03:31:52.717+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Polvere alla polvere'/><title type='text'>Polvere alla polvere</title><content type='html'>-Signor M, questo Porto è davvero eccezionale.-&lt;br /&gt;-Sono lieto che gliene sia rimasto.-&lt;br /&gt;-Posso...Sono venuto...Si ricorda? Mi aveva chiamato per...-&lt;br /&gt;-Proceda, si sbrighi.-&lt;br /&gt;-Ho raccolto tutti i dati che mi ha chiesto. Un lavoro scrupoloso. Quantomai preciso.  Non avevo molto da cui partire, ma non mi sono perso d'animo. Ho chiesto in giro, ho fatto circolare le foto. Ho mosso tutti i miei informatori.-&lt;br /&gt;Due sedie d'epoca, un tavolino pezzo d'antiquariato, la sale, grande, quadri. Porto d'annata. Una rarità.&lt;br /&gt;-Posso offrirle un po' di Rozes? E' invecchiato 25 anni.-&lt;br /&gt;-La ringrazio, ma non bevo, non posso, sa...noi non...-&lt;br /&gt;-Oh sì, lei beve. Non mi fido della gente che non beve.-&lt;br /&gt;-Se è così....-&lt;br /&gt;-Non trova che il nostro rapporto debba essere incentrato sulla fiducia?-&lt;br /&gt;-Assolutamente. D'altra parte, signore, non credo di averle mai dato motivo per sospettare di me.-&lt;br /&gt;Un camino acceso. E la luce sul suo volto austero. Triste, stanco. Ma ancora vivo, nonostante tutto, nonostante debba sopportare ancora visite.&lt;br /&gt;-Le persone che hanno tradito una volta tendono a rifarlo. E' una droga: la paura di essere scoperti. Lei si ciba di questo terrore perché le dà consapevolezza, coscienza che un giorno tutti moriremo. Sa bene che tradirmi sarebbe una mossa stupida, ma, lo sente? E' il richiamo della polvere. Non ci può fare niente, ci chiama e un giorno lei deciderà di seguirlo. Nel mentre può smettere di tremare; sta rovesciando il Porto-&lt;br /&gt;Il tappeto ritaglia la stanza. In un fazzoletto della loro esistenza si guardano due uomini che non vedono l'ora di voltarsi.&lt;br /&gt;-Ho dovuto anche impiegare una ingente quantità di denaro, ma alla fine sono riuscito a scoprire dove si nasconde. Genova, chi l'avrebbe mai detto, buffo. Non lo trova buffo?-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qua si può tagliare e possiamo inserire l'immagine di me inginocchiato, una pistola puntata alla nuca. Sto contando per l'ennesima volta i tre denti sul pavimento. Chi l'avrebbe mai detto che si staccassero con questa facilità? Sposto velocemente la lingua in cerca delle cavità vuote incurante delle urla alle mie spalle. Non riesco a pensare ad altro, mi pare già abbastanza grossa questa cosa dei denti. Voglio dire: mica si riattaccheranno, no?  Tre.&lt;br /&gt;-Dimmi dove è andato. Che fine ha fatto? Dimmelo se non vuoi ritrovarti una pallottola nel cervello-&lt;br /&gt;Ora noi si potrebbe anche ritornare al signor M. e all'ometto titubante, che, per inciso, da quando mi preme quella cosa fredda sulla nuca pare aver cambiato carattere. Ora potremmo tornare alla stanza col camino. Buffo Genova, vieni al dunque, ho indossato la tunica e sono entrato in quella specie di comune dove si nascondeva. Possiamo tornare a quegli istanti, ma questo non aiuterebbe né me né voi a rispondere alle domande che sembrano interessare al tizio dietro di me. Chi sia e perché stia cercando Jack voi potete chiedervelo, ma io no, perché quando hai una pistola puntata alla testa le domande non le fai te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;continua...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-999490057073307895?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/999490057073307895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=999490057073307895' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/999490057073307895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/999490057073307895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2008/03/polvere-alla-polvere.html' title='Polvere alla polvere'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-3954348794003435708</id><published>2008-01-16T02:34:00.000+01:00</published><updated>2008-01-16T02:27:20.982+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><title type='text'>Convivenza</title><content type='html'>-&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Ehm...ehm...non saprei...vediamo...-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Strabuzzo gli occhi in due gigantesche palle bianche cercando di vedere il più attentamente possibile lo schermo colorato del televisore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;-vediamo...-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;Sento tutto il mio corpo sprofondare nel divano. Sono un po' più pesante io e un po' più debole lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;-secondo me...se proprio mi devo sbilanciare...-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; Mi suda la mano che tengo stretta alla cornetta del telefono. Sono del tutto impreparato, non avrei dovuto chiamare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -direi...- ormai è fatta -direi che il barattolo contiene trecentoquarantotto monaci amanuensi-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; Tutti stivati stretti stretti. Piccoli monaci con piccoli scrittoi, piccoli papiri e piccoli calamai. Trecentoquarantotto, forse qualcuno in più, forse qualcuno in meno. Quelli più esterni scrivendo urtano con minuscoli gomiti le pareti di vetro del barattolo facendolo oscillare leggermente. Per un attimo mi assale il terrore che il tutto cada dal tavolino che lo ospita infrangendosi sul pavimento e facendo uscire tutti i monaci. Trecentoquarantotto piccoli corpicini imbizzarriti che vagano su e giù per lo studio, uno stuolo di assistenti di regia zelanti a rincorrerli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Lei solitamente è una persona attenta?- mi chiedono contemporaneamente telefono e televisore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Sì, abbastanza, insomma, nella media-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Non credo proprio, non credo proprio- incalza la voce ora ostile -Lei non è una persona che si preoccupa dei fatti che succedono nel mondo, vero?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -A volte seguo i telegiornali, ma non sempre ho tempo, ci sono...-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Ah! Dicevo bene. Lei si disinteressa delle cose del mondo. Lei era troppo impegnato a farsi i fatti propri per ascoltare la telefonata prima della sua-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -In effetti...ho...ho acceso la...-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Eh no! Non trovi scuse, lo ammetta: lei è un cazzo di egoista di merda.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -E' che...-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Cos'è lei?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Io...-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Cos'è lei?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;-Io...-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt;-Lei?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Io...sono un po' egoista-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Ah! E ora che lo ha ammesso le posso dire che non possono essere trecentoquarantotto, perché trecentoquarantotto, caro il mio “che cazzo me ne frega della vostra trasmissione”, era il numero che aveva ipotizzato il concorrente prima di lei. Ora chieda scusa a tutto il pubblico che ha perso tempo dietro ai suoi vaneggiamenti ed entri nel barattolo.-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Cosa?-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Entri subito nel barattolo!-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; Eravamo, nella conclusione del mio sogno, in trecentocinquantuno e ognuno aveva un piccolo scrittoio, un piccolo papiro ed un piccolo calamaio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; -Credo di avervi un po' trascurato negli ultimi tempi- dissi a bassa voce a Jack e agli altri appena sveglio -mi dispiace, non avrei dovuto-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 0, 0);"&gt; Non ottenni risposta, ma non mi stupii.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-3954348794003435708?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/3954348794003435708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=3954348794003435708' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/3954348794003435708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/3954348794003435708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2008/01/convivenza.html' title='Convivenza'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-2414618289977148310</id><published>2008-01-13T03:06:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T11:52:27.470+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dagherrotipi digitali'/><title type='text'>Come passa il tempo...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/R4ltUjLjoCI/AAAAAAAAAE8/kuzGug686RM/s1600-h/Fontana+Trevi+rossa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/R4ltUjLjoCI/AAAAAAAAAE8/kuzGug686RM/s400/Fontana+Trevi+rossa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154771448310767650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quasi due mesi che non vi do notizie dei miei monaci....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi tre mesi che la fontana di Trevi non stupisce più con nuovi colori....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare che il mondo abbia riacquistato l'abituale grigiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non disperate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presto il blog riaprirà i battenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-2414618289977148310?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/2414618289977148310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=2414618289977148310' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2414618289977148310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2414618289977148310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2008/01/come-passa-il-tempo.html' title='Come passa il tempo...'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/R4ltUjLjoCI/AAAAAAAAAE8/kuzGug686RM/s72-c/Fontana+Trevi+rossa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-855356595645756963</id><published>2007-11-17T02:10:00.000+01:00</published><updated>2007-11-17T02:07:12.900+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><title type='text'>F. ama parlare con gli altri</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"&gt;Aspetta. Ssh! Hai sentito niente?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;s&lt;i&gt;i volta di scatto verso di me&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lo senti? Lo senti? Sta sussurrando. Ssh! Ascolta... Ce l'ha con me.&lt;br /&gt;No, niente di particolare, che vuoi che ti dica? S'è fissato.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;sorride&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi ha visto in un bar qualche tempo fa, ero solo e si è seduto accanto a me.  Abbiamo parlato per più di due ore. Simpatico, non c'è che dire, mi ha anche offerto da bere. Poi ci siamo salutati.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;cammina&lt;br /&gt;si allontana, lo seguo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La notte mi sveglio e me lo ritrovo a gambe incrociate in fondo al letto. Doveva essere qualcosa tipo un angelo perché aveva tutto un piumaggio di ali che non ti dico. Le spalanca che dovevi vederlo, una meraviglia, quasi non ci stavano nella stanza.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;F. allarga le braccia e le muove su e giù&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A quel punto uno pensa anche di essere morto. Si fa un segno della croce e buonanotte; vediamo un po' che c'è nell'aldilà. Ma quello, credici, se ne sta zitto per più di un'ora a fissarmi dall'altra parte del letto. Immobile, tutto impettito,  con quello sguardo vuoto come un deficiente.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;Si guarda in giro, nessuno l'ha sentito&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ora, quello che voglio dire: uno mica fa tutta sta apparizione per starsene in silenzio, no? E invece niente. Quello non rispondeva. Tanto che dopo un po' mi dico: che non sia questo l'aldilà? Boh?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;incrociamo D., si salutano&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Al chè mi alzo, vado a fare un po' di acqua al cesso, tanto per farmi un'idea. Oh! Tutto normale. Scrollata, sciacquone, tutte cose che secondo me in paradiso non ci stanno mica. Poi torno  in camera e lo trovo ancora lì. Preciso dove l'avevo lasciato. O buon Dio. Mi fissa. Roba che gli è andata anche bene che era un angelo perché io quella gente che ti guarda così mica la sopporto poi tanto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;sorrido&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E no. Tu ora mi vedi qua tutto cheto, ma guarda che i miei casini io li ho fatti. Non che mi mettessi a picchiare un angelo, però. Anche perché la fede quando ero giovane non ce l'avevo tanto, ma il rispetto, quello sì. Lo capivo che altri ci credevano.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;e quindi?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E quindi niente. Cosa potevo fare? Mi sono sdraiato di nuovo, con le gambe un po' rannicchiate, e mi sono riaddormentato. Boh! Quello non parlava...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;F. si siede su una panchina in giardino&lt;br /&gt;io con lui&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Che poi chissà quanti calci gli ho tirato durante la notte? Mi dispiace, io mi muovo sempre tanto nel sonno. Ma scusami, ti sto annoiando, vengo al dunque. La mattina, mentre mi stavo alzando per andare a fare colazione, quello mi parla. Com'è che ha detto? Qualcosa tipo: “E' giunto il tuo momento Franco. Il Signore ti vuole con Sé. Mi ha mandato qua affinché io ti conduca a Lui”. Tutto con un tono solenne. Dovevi sentirlo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;scuote le spalle&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gente strana gli angeli. Me lo diceva prima e si risparmiava di stare tutta la notte seduto senza neanche appoggiare la schiena. Io non sarei sopravvissuto, che già soffro di reumatismi. Comunque, stavo lì pronto a farmi il segno della croce, tanto per convenzione, quando il tizio sbatte le ali, si alza in volo fino al soffitto e mi dice: “Ma tu, Franco, in vita sei stato buono. Perciò ti concederò ancora qualche giorno. Questo tempo dovrai usarlo per salutare le persone a te care e congedarti dal mondo”&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;e l'hai fatto?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Col cazzo! Scusami il termine. Ma metti che quello abbia ragione e quando saluto tutti torna e mi porta via. Oh! Io il rischio non lo corro. Così sono uscito subito di casa e senza passare dal bar sono venuto dritto dritto qua. Ssh! Senti?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;non sento&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Continua a dirmi che mi manca poco tempo, che prestò morirò. Palle. Sono ormai anni che va avanti con questa tiritera: “La tua ora sta per arrivare”; “Sto venendo a prenderti”; “Preparati ad abbandonare tutto”. Ormai non ci crede più nessuno.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;forse la storia del destino è uno stratagemma di un nostro fantasma per convincere gli altri a seguirlo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;O forse lassù non sono tanto furbi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-855356595645756963?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/855356595645756963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=855356595645756963' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/855356595645756963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/855356595645756963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/11/f-ama-parlare-con-gli-altri.html' title='F. ama parlare con gli altri'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-2451737301740723375</id><published>2007-11-09T18:58:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T11:52:27.848+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Note sparse'/><title type='text'>Titolo: Baricco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RzSgoFqSXdI/AAAAAAAAAD4/lqJZ_MwRii0/s1600-h/baricco1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 223px; height: 195px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RzSgoFqSXdI/AAAAAAAAAD4/lqJZ_MwRii0/s320/baricco1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130902486056590802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Svolgimento&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Un po' di tempo fa mi capitò tra le mani un'intervista a Pietro Citati. La mia attenzione fu subito catturata dall'ultima domanda: "Qual'è secondo lei attualmente il peggior scrittore?". La risposta fu secca: Baricco. Il critico, per altro noto per la sua mancanza di mezze misure, disse che lo scrittore torinese aveva una pessima prosa, una sintassi spesso scorretta e che dubitava anche della sua conoscenza della lingua. Io molto tempo addietro, quando ancora non era conosciuto da nessuno, consideravo il giovane autore di &lt;i&gt;Castelli di Rabbia &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;e di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;Oceano Mare &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;un esempio da seguire. Il suo modo di scrivere era fresco e spontaneo, innovativo direi. Non aveva assolutamente l'eleganza degli inglesi o la forza espressiva dei russi, ma lo trovavo molto italiano. Ora di questa mia definizione non ricordo neanche più il motivo e d'altronde ben presto, ben prima dell'intervista a Citati,  il mio amore per Baricco si era dissolto. A logorarlo fu certo la sua fama, la mia invidia di scrittore non emerso non mi permette di stimare alcun collega di successo, almeno che non sia morto. Anche il fatto che non mi piacessero un granché i suoi libri poi non ha aiutato. Scritti bene, sì, ma per il resto... Eppure quelle parole di Citati per me erano una pugnalata, non riuscivo a staccare gli occhi dalle righe del giornale. Mi si annebbiava la vista e mi sentivo ritornare sui banchi di scuola. Tra le mani avevo un protocollo con un grande 2 scritto in rosso sulla prima pagina. Quel tema mi era costato quattro ora di sudore, perché non è facile scrivere in maniera comprensibile un flusso  di pensiero, perché non è facile fare a meno della punteggiatura. Ma quel tema era costato fatica anche al professore perché non è facile aggiungere tutta la punteggiatura ad un testo scritto per non averla. Si doveva essere sforzato parecchio, il voto ne era una buona testimonianza.  Ma perché l'aveva fatto? Glielo chiesi. Gli chiesi perché una scrittura del genere non poteva essere utilizzata in un tema delle superiori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;-Come faccio a correggerti la punteggiatura- mi rispose -se non la metti?-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;Il giorno che lessi l'intervista a Pietro Citati mi risentii vicino a Baricco. In fin dei conti bastava un grande 2 scritto in rosso sulla prima pagina a fare di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=""&gt;Barnum&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt; un bel libro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;Ora a ricordare il tutto penso che Baricco non sia questo grande sperimentatore, ma che almeno ci provi. Che forse se dobbiamo trovare l'autore che più ci ha insegnato la purificazione dalle regole grammaticali e sintattiche dobbiamo scomodare Kerouac. Che ci sono diversi esempi di scrittura veramente creativa, ma che in generale la letteratura rimane un campo in cui regna la tradizione. Che rimarrò sempre affezionato a Baricco per quello che per me rappresenta. Che tutto sommato non mi sento baricchiano, ma mi fa comunque piacere che altri lo pensino. Che mi fa ancora più piacere l'originale paragone con Benni e che vorrei riuscire a scrivere come lui. Che  non lo so ancora fare. Che in realtà punto a far meglio. E altro. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-2451737301740723375?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/2451737301740723375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=2451737301740723375' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2451737301740723375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2451737301740723375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/11/titolo-baricco.html' title='Titolo: Baricco'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RzSgoFqSXdI/AAAAAAAAAD4/lqJZ_MwRii0/s72-c/baricco1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-1177184985422830249</id><published>2007-11-05T14:30:00.000+01:00</published><updated>2007-11-06T16:00:19.473+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un pendaglio da forca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copia ed incolla da altri miei deliri'/><title type='text'>Del perdere l'identità: il risveglio di J.</title><content type='html'>Raccontami di lui.&lt;br /&gt;Dimmi perché hai aspettato tutto questo tempo.&lt;br /&gt;Ma non potrei capire, il tuo sguardo non lo conosco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Tieni questa fede, portargliela. Digli che fra quarantotto ore me ne andrò e non mi rivedrà mai più; lo so, non è la prima volta che faccio questa promessa, ma sarà l'ultima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siete sposati. E non da tanto, leggo sulla fede.&lt;br /&gt;Alla fine ce l'aveva fatta. Quell'interminabile notte era finita.&lt;br /&gt;Non era stato semplice lasciare le sicurezze del giorno, non può esserlo mai. Come si fa ad abbandonare tutto ciò che si sa di sé per tuffarsi nell'ignoto del sogno? Ogni volta che chiudiamo gli occhi con un certo timore preghiamo Dio, o chi per Lui, di far risvegliare nel letto la stessa persona che si è addormentata. La paura del buio che avevamo da bambini non è mai passata. Accendiamo più luci possibili e preghiamo che di notte non si spengano, perché sappiamo che lì dove arriva la nostra scienza non si può nascondere il mostro che ci condurrà alla morte. È per questo che accumuliamo i piccoli tasselli della nostra identità come i libri sui scaffali o i pezzi di arredamento della nostra casetta ideale. Li difendiamo. Sono gli orsacchiotti che la notte combattono contro l'uomo nero, contro l'ignoto. Il comunismo ci dice di non essere nessuno, la proprietà privata di essere sempre gli stessi. Sogno una terza via che suggerisca il possesso e la perdita. Essere troppo affezionati alla nascita biologica è da stupidi. Portarsi in giro un fardello pluridecennale da masochisti. Sono sicuro che se un giorno riuscissi a dimenticarmi troverei il coraggio di dire a Susan che Jack è un debole, uno che ha lasciato perdere, che non ha retto la tensione di vivere liberamente. Quel giorno mi proporrei io al suo posto dicendole che mi merita, che finalmente mi ha trovato. Ma se questi monaci sono un sogno, allora io mi sono appena addormentato. Il risveglio è lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 153);"&gt;Passeggio la notte in strade vene del mio corpo, mischio il mio sangue con l’uomo che abita questo silenzio per poter urlare: un’imprecazione è quel tanto che basta per concedermi un perdono, mi accetterò?&lt;br /&gt;Passeggio la notte e nessuno mi è più estraneo, nel silenzio gli altri han la mia voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo il tempo di un ultimo saluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Siamo giunti alla solitudine, cara, qua ci dividiamo. L’appuntamento è fissato a domani mattina ma nessuno di noi ci pensi troppo. Chi di noi riuscirà a svegliarsi senza odiarsi? Domani saremo estranei, neanche ti incontrerò-&lt;br /&gt;-Non andare. Non lasciarmi. Tutto ciò che non sei stato, caro, questa notte ancora non sarai-&lt;br /&gt;-Bestemmierò-&lt;br /&gt;-Non ti basterà, in troppi e per troppo tempo l’han già fatto, non ti basterà-&lt;br /&gt;-Ucciderò-&lt;br /&gt;-Non ti servirà, urleranno solo più forte mentre li massacrerai, non ti servirà-&lt;br /&gt;-In fondo, cara, tutto ciò che non sono stato non ho mai voluto essere-&lt;br /&gt;-Sì, è vero, e di ciò mai riuscirai a perdonarti-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rumore della giornata scompare se lo si riascolta di notte, il ricordo ha esperienza, non si lascia distrarre, ogni parola pronunciata ora è un fastidioso eco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine del viale mi ferma un uomo con un braccio teso, il palmo aperto contiene due occhi, l’uomo è cieco.&lt;br /&gt;-Erano diversi- mi dice -in quello di destra la palpebra pendeva maggiormente, ho dovuto farlo-&lt;br /&gt;L’uomo domani mattina sarà un mendicante, io ne avrò compassione e gli farò l’elemosina, l’uomo mi ringrazierà, mi raccomanderà a Dio e lo benedirà, ma Dio qua non c’entra proprio niente schifoso mendicante, i soldi te li sto dando io, io ti sto salvando dalla fame, non lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mendicante sparisce e al suo posto compare la mia cara, rossovestita, bellissima.&lt;br /&gt;Mi parla: -Girando a sinistra, percorrendo cento metri, sulla destra c’è una casa con una lanterna rossa appesa ad ogni finestra, se vuoi conforto vai lì-&lt;br /&gt;-E te?-&lt;br /&gt;- Io andrò in chiesa a pregare perché il mio uomo ritorni da me-&lt;br /&gt;Dio non mi terrà lontano da quella casa.&lt;br /&gt;Giro a sinistra, percorro cento metri, sulla destra entro in una casa con una lanterna rossa appesa ad ogni finestra. Dopo due passi mi ferma un uomo, la sua mano sul mio petto:&lt;br /&gt;-Ruba qualcosa e sentirai un’ebbrezza al momento del furto per la coscienza della tua vigliaccheria; non sarà l’atto vile che amerai, ma la coscienza tormentosa della tua bassezza-&lt;br /&gt;-Demonio, vai via! Lasciami entrare!-&lt;br /&gt;-E perché dovrei?-&lt;br /&gt;-Ho dei soldi, guarda, ho ancora un sacco di soldi-&lt;br /&gt;-E lei, quando avrai perso tutto ciò che hai ti amerà ancora?-&lt;br /&gt;-Lei non ama i miei soldi-&lt;br /&gt;-Ah! Entra e lo scoprirai-&lt;br /&gt;L’uomo ride, l’uomo non sa che lei sta pregando per me, l’uomo però sembra sapere cosa di me lei ama, io entrerò e magari lo scoprirò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corpi nudi intorno a me si aggrovigliano ritmicamente, lei, Susan, mi tende le braccia di un corpo così nudo da non poter accettare, da voler spogliare. Non può essere tutto qua. La bocca è leggermente aperta in un volto altrimenti vuoto. La passione, la passione mi fa lentamente scivolare in un passivo consenso al suo desiderio, in un ritmo che sa di morte, in una ripetizione che sa di mancanza, di promesse infrante. Agire mi disgusta, ma l’inerzia è ipnotica e non sono goffo, esitante e maldestro come al solito, sono predatore e potente, sono un animale. Cerco Susan nel deserto volto, ma in lei vedo una cadenzata e bestiale metamorfosi, il nostro amore ha i lineamenti del mostro, rimane solo da decidere chi di noi faccia da specchio all’altro. Non posso accettarlo, dovrò ucciderla al termine della sua trasformazione. Ormai mi è tutto chiaro, solo così lei sarà punita, sacrificata e io diventerò peccatore, il più basso degli uomini, solo così dolci tenebre mi avvolgeranno e proteggeranno per tutta la vita. Rinnegato, all’ombra di Dio, rinascerò dal fondo. Rivoglio il mio peccato originale, la sicurezza di un posto prenotato in uno dei tanti gironi infernali; questo è il mio battesimo al contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma esito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Cosa aspetti?- mi incita l’essere deforme che tengo tra le mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa aspetto? Forse un angelo che fermi la mano di Abramo nell’atto di sacrificare suo figlio.&lt;br /&gt;Forse una tua risata a ricordarmi quanto sono impacciato.&lt;br /&gt;Cosa aspetto?&lt;br /&gt;Di imparare da te il mio corpo, di sentirlo desiderato, di poter credere che si possa amare l’altro, il diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspetto qualcuno a cui gettare questa mia identità perché io non ce la faccio più a proteggerla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Susan, per quanto ancora dovremo abbassarci, ridurci alla ricerca di un comune denominatore?-.&lt;br /&gt;-Stupido, per tutto il tempo in cui difenderai quel tuo straccio di identità- risponde sfumando il tutto davanti a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole pian piano brucia la cortina di sonno faticosamente eretta, vedo la luce ed è nuovamente la prima volta. Accanto a me lei, la mia cara, Susan. La bacio sulle labbra ancora serrate per cogliere l’ultimo sapore dei suoi sogni. I suoi occhi troppo a lungo celati da gelose palpebre sbocciano a dimostrazione di unicità, è alba anche sul suo viso e rosee colline formano le guance seguendo l’arricciarsi del suo naso. Il mondo tace aspettando che la sua voce inauguri la giornata:&lt;br /&gt;-Chi sei?- mi chiede&lt;br /&gt;-Oggi sono tuo marito-&lt;br /&gt;-Solo oggi?- aggiunge sorridendo con un pizzico di malizia&lt;br /&gt;-Ma no, sai com’è, se Dio vuole per sempre-&lt;br /&gt;-Ssch allora. Fai piano e vedrai che Lui non se ne accorgerà- &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-1177184985422830249?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/1177184985422830249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=1177184985422830249' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/1177184985422830249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/1177184985422830249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/11/del-perdere-lidentit-il-risveglio.html' title='Del perdere l&apos;identità: il risveglio di J.'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-5956984156583975904</id><published>2007-10-27T03:23:00.000+02:00</published><updated>2007-10-27T03:16:55.055+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un pendaglio da forca'/><title type='text'>Del perdere l'identità: J.</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ho trovato un quaderno, un diario, dietro le scatole di pasta in dispensa. La discrezione non è mai stata il mio forte, poi forse è anche casa mia. Un'iniziale sul retro copertina: J.  Apro una pagina a caso.&lt;/p&gt;     &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(51, 0, 51);"&gt;&lt;i&gt;Cosa ci sarebbe senza tutto ciò? Se non fossi uno studente di lettere, se non fossi il figlio di mio padre, se non fossi ricco, cosa sarei? Offro champagne alle donne e non riesco a scoparle; loro però escono contente dalla mia stanza. Mi cercano. Sono tenero, divertente. Le faccio sentire importanti. Io sono importante.&lt;br /&gt;La spoglio mentre è ubriaca e la sdraio sul letto: è  un'illusione, non saprei come toccarla. Sognerà ciò che non sono. Vorrei farlo anch'io. Humbert drogava il suo piccolo amore per fingere di non possederla, io drogo le mie lolite per poter fingere di amarle.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Ieri è stato bellissimo. Sei stato formidabile”...ho avuto il coraggio di bere direttamente dalla bottiglia, niente di più.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“&lt;i&gt;Mi richiamerai?”...lo farò.&lt;br /&gt;Ma sì, almeno tu sii felice. Vai, ti richiamerò, ti offrirò la migliore bottiglia che tu abbia mai bevuto. E ti parlerò di arte, letteratura, scienza, ti parlerò anche dell'amore. Sarò divertente: un genio della conversazione. E' tutto ciò che so fare quello che non vorrei più fare. Si sta per svegliare. Le bacerò la schiena, lei mi bacerà la fronte. Per quel che vale. &lt;/i&gt; &lt;/p&gt;                    &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"&gt;-Tesoro...&lt;br /&gt;-Dormivi come un angelo.&lt;br /&gt;-Ma io sono un angelo.&lt;br /&gt;-No, gli angeli non hanno sesso. Te sei una ninfa. Sei stata creata per suscitare amore. O qualcosa del genere.&lt;br /&gt;-E te sei un vero stallone.&lt;br /&gt;-Sì...lo so, un vero stallone.&lt;br /&gt;-Sei stato formidabile questa notte.&lt;br /&gt;-Ti richiamerò?&lt;br /&gt;-Lo spero proprio, siamo stati bene insieme, no?&lt;br /&gt;Jack la aiuta a rivestirsi prima di aprire il cassetto per prendere il portafoglio; vuole fare un regalo a quella ragazza così inutilmente gentile.  Scosta la scatola di profilattici ancora sigillata e sfila dal cuoio cinquanta euro.&lt;br /&gt;La mano è stanca, il gesto automatico, ma incompleto. La voce di lei lo ferma e lo desta dal torpore&lt;br /&gt;-Tesoro, quelli non bastano-&lt;br /&gt;Di colpo le costose bottiglie sono vuoti abbandonati, i suoi vestiti puzzano di alcol e la suite è una stanza d'hotel.&lt;br /&gt;Jack sfila un'altra banconota da cinquanta dal portafoglio; la posa tra le cicche della nottata.&lt;br /&gt;-E' tutto quello che ho.&lt;br /&gt;-Non ti puoi più permettere questi piaceri, bello.&lt;br /&gt;-Neanche te, troia.&lt;br /&gt;Bussano alla porta. Un ometto in divisa vuole prostrarsi ai piedi di Jack, ma questa volta lui non glielo permette.&lt;br /&gt;-Mentre ti levi dai coglioni di a quello stronzo fuori che ho appena speso con una puttana tutti i soldi che avevo. Ora sono io che mi posso permettere il lusso di parlargli senza guardarlo negli occhi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-5956984156583975904?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/5956984156583975904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=5956984156583975904' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/5956984156583975904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/5956984156583975904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/10/del-perdere-lidentit-j.html' title='Del perdere l&apos;identità: J.'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-8434000606661865427</id><published>2007-10-23T02:35:00.000+02:00</published><updated>2007-10-23T02:43:53.462+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un pendaglio da forca'/><title type='text'>"Il classico tipo bello e maledetto, cosa che fa impazzire le donne da che mondo è mondo"</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sveglio per tutta la notte Jack fissa i suoi ricordi, li sfida con lo sguardo, abbassa la testa sconfitto, la rialza, sfida i suoi ricordi, li fissa nello sguardo. Io passeggio inquieto vicino alla finestra che da sulla strada. Laggiù una donna sotto un lampione aspetta uno sguardo;  non il mio. Sono tre le sigarette che distanziano la speranza dalla delusione, ma ci vuole un intero pacchetto per smettere di piangere. Giusto il tempo di finirle, le lacrime, o poco più. Poi c'è la nebbia e non sai più se tornerà quel giardino, e non sai più volere che torni. Nella nebbia sono cieco anch'io: non me lo perdono. Non era forse il mio sguardo a farti ancora bella mentre il trucco ti scivolava sul viso? L'aria è densa delle parole che non riesci a dire. “Ehi straniero, credevo non tornassi più. Ho pensato: finalmente glielo hanno storto il collo a quel bastardo”. Parole che sarebbero suonate dolci. Lui ti avrebbe baciato.  Anche nella nebbia. Anche senza vederti. Stretta a lui, anche senza più lacrime avresti pianto di felicità.  &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-8434000606661865427?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/8434000606661865427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=8434000606661865427' title='35 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8434000606661865427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8434000606661865427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/10/il-classico-tipo-bello-e-maledetto-cosa.html' title='&quot;Il classico tipo bello e maledetto, cosa che fa impazzire le donne da che mondo è mondo&quot;'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>35</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-6283300077362521942</id><published>2007-10-19T03:24:00.000+02:00</published><updated>2007-10-23T02:34:24.418+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Un pendaglio da forca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copia ed incolla da altri miei deliri'/><title type='text'>J.</title><content type='html'>C'è Deezzle. E poi c'è J. J., un giocatore, baro, avido, testa di cane, figlio di puttana: in gioventù è stato tutto ciò. J. volteggiava il coltello aspettando la volta che lo avrebbe afferrato dalla parte sbagliata. Poteva toccare a lui quella pallottola lasciata cadere dal ponte la sera che fu il primo a sparare . Ma il giocatore sente il momento, lo fiuta; sa quando  stare nascosto e quando farsi beccare.  J. andava verso la gogna con la sola preoccupazione di essere il profumo del whisky nel puzzo di fumo di qualche pessimo locale. Sarebbe morto per mano dell'unica prostituta che aveva veramente amato; sarebbe morto su un palco, facendo l'occhiolino e dicendo: "ci vediamo...".  J. Jack. Le cose non vanno mai come si progettano. Anche quel tuo mazzo truccato aveva un punto debole.&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;Ancora un colpetto di vento e quel foglio si staccherà e di vento non ne manca oggi, oggi che su quella precaria locandina per la prima volta il bambino vede il volto di Jack Finn: ladro, baro, temuto assassino, domani verrà impiccato nella piazza maggiore, tutti invitati. Quel domani è oggi, ma il bambino non sa leggere e quella locandina presto, presto il vento se la porterà via.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; “Che i cuori si strazino davanti al condannato&lt;br /&gt;Oggi il baro va alla morte&lt;br /&gt;Che possa dire di essere stato amato&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;              &lt;/p&gt;   &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  Oggi vedrete un figlio di Dio impiccato&lt;br /&gt;Un uomo che incontrerà l’amara sorte&lt;br /&gt;Che tu possa piangerlo cuore disperato”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; In piazza il bambino non è solo, in piazza c’è la mamma che lo tira per il braccio, c’è un uomo con un cappuccio in testa, ce n’è uno che urla frasi e tutti l’ascoltano, uno che vende noccioline e mele caramellate e uno che chiede l’elemosina, in piazza c’è gente che piange, gente che ride, gente che mangia, gente che per tre soldi si fa fare una foto con il condannato, in piazza c’è il condannato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;“Dannato. Dannato Jack, che la tua anima giaccia all’inferno per mille volte mille anni, finalmente ti hanno beccato, finalmente ti hanno trovato, dannato baro, mi devi la vita e oggi me la darai”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Il sindaco sale ora sul palco; è un ometto basso di statura, vestito in maniera vistosamente elegante con una vecchia fascia sul petto sulla quale si leggono bene le lettere che formano la parola “MAJOR” cucite a mano e un po’ meno bene quelle che formano la parola “Miss Acientville” in trasparenza. Prende la parola: &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Signore e signori benvenuti in ciò che è l’orgoglio della nostra piccola ma preziosa cittadina: la piazza maggiore”. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Qualcuno nell’accalcata platea sorride, probabilmente pensando ad un’ipotetica piazza minore, ma Acientville ha una strada, una chiesa, un negozio, una locanda e una piazza, non si sa di cosa ma tutto è maggiore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Oggi -continua il sindaco- siamo qui per celebrare una vittoria della civiltà sulla barbaria e sulla scostumatezza, oggi, dopo regolare processo, impiccheremo Jack il baro”. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;“Dannato. Dannato Jack, non è uno scherzo, lo vuoi capire? Oggi la corda che da sempre hai tirato si stringerà intorno a te e sarà l’ultima volta. Eh già, ma è solo un attimo e a te gli attimi piacciono, tu vai pazzo per gli attimi. Sei un giocatore. Ma questa volta perderai. Lo sai questo? Allora perché ancora ridi?”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Jack non sta ridendo e con faccia greve viene tirato da uno sgherro tramite una corda legata alle sue mani congiunte. Il boia gli appoggia il cappio intorno al collo e si dirige verso la leva per aprire la botola sotto i condannati piedi. Il sindaco alza il braccio, quando l’abbasserà gli farà eco la leva.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;“Dannato. Dannato Jack. Paradiso o inferno, questo è ciò che ti meriti, l’eternità. Non ti spaventa? Dovresti piangere in preda alla disperazione, perché ancora ridi? Che serve andarsene con stile? Non sei un salvatore, guardati intorno, niente ladroni, sei solo, non ti stai sacrificando, cazzo! Ma questo lo sai. Sai di non essere nessuno, eppure ridi.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                     &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il sindaco cerca di vedere l’ora, certe cose van fatte con precisione, ma l’orologio è sul braccio alzato. Si guarda in giro, ma non c’è soccorso, quando tirare giù il braccio? Per certe cose occorre precisione. Una donna urla e piange forte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A morte, a morte” gridano un gruppo di signore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;No, non fatelo” la donna disperata.&lt;br /&gt;Pianto di bimbi piccoli, una ventata, la precaria locandina si stacca e volteggia tre volte prima di toccare il suolo; il bambino, che non aveva mai distolto gli occhi da essa lo nota con soddisfazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non fatelo vi prego, è innocente, è mio figlio”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A morte” e le voci aumentano “A morte, a morte”, le voci sono un coro funebre: “A morte, a morte, a morte”.&lt;br /&gt;Il braccio cala come una mannaia sulla testa del condannato, il boia osserva il gesto con sottile timore fino a quando i suoi occhi si spostano con solenne compostezza fino alla leva. La leva. La mano stringe forte e poi come morta molla e il boia guarda fisso il sindaco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Lo so, sì, lascia stare, è colpa mia, scusate, ma questo fatto dell’ora mi ha un po’ distratto. Avrei dovuto mettere l’orologio sull’altro braccio” dice costernato l’ometto guardando la folla come per scusarsi con tutta la cittadinanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Eppure questa volta sembrava tutto apposto, c’era il boia, lo sgherro, la folla inferocita e anche la madre. Ci ho messo l’intera giornata per convincerla quella!” dice uno dalle prime file.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E il poeta -aggiunge uno dal fondo- anche il poeta c’era”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ah, lasciatelo stare quello -sbotta il sindaco come risorgendo dallo sconforto- Cosa vuol dire “che tu possa piangerlo cuore disperato“? Non riesci proprio a mettere insieme due versi solenni?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E…ci sarebbe anche la cosa delle foto, a me non piace, e un po’ inusuale” interviene radunando tutto il coraggio il giovane tutore della legge.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si, hai ragione David. Però se vogliamo dirla tutta non è che tu fossi poi particolarmente convincente. Ho visto sgherri ben più feroci” gli risponde un sindaco che ormai aveva ritrovato tutta la sua verve.&lt;br /&gt;Al che tutti i presenti  cominciano a commentare nel disordine e fracasso più completo questo nuovo fallimento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E’ mai possibile che non si riesca neanche ad impiccare un uomo?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Chi mai dovrebbe mangiare una mela caramellata durante un‘esecuzione?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Cosa succederebbe allora se fosse innocente?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E dire che oggi Jack stava andando a morire con uno stile!”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E già! Senza ridere e senza piangere, composto, finalmente perfetto, peccato, davvero peccato, mi dispiace per lui”.&lt;br /&gt;Jack, nessuno aveva osato anche solo rivolgergli lo sguardo dopo l’accaduto. Lui, dal canto suo, appena il boia l’aveva liberato dalla corda, si era inginocchiato e fissando il suolo di legno pensava quasi mormorando: &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;“Dannato. Dannato Jack. Che ti succede? Non ridi più? Finalmente abbiamo scoperto di cosa hai paura. Hai paura Jack. Hai paura.” &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Di colpo quella corda intorno alle mani stringeva in maniera insopportabile. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Che succede Jack? L’avevi trovato divertente ieri? “Guarda questi che buffi”avevi pensato? Ma guardati te, ora, in ginocchio. Sei te che mi fai ridere. Sei te il buffo.” &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Jack si stava vistosamente dimenando, urlava e cercava di sciogliere il laccio che gli cingeva le mani. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;“&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Un giocatore senza carte, che bel vedere!” &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;    &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Jack urla, piange e urla, ma in pochi lo notano e ancor in meno si preoccupano. Solo il sindaco prova per un po’ a calmarlo, per  poi dare l’ordine a uno sgherro ora molto più convincente di riportarlo in carcere.&lt;br /&gt;“Guarda Jack, non lo vedo bene, che gli sarà successo?” “Boh, speriamo che si riprenda per domani, sarebbe un vero peccato altrimenti”.&lt;br /&gt;La piazza sfolla, un po’ di nebbia scende su Acientville. Il bambino tirato stancamente dalla madre per un braccio è l’ultimo a voltarsi, appena in tempo per notare un uomo appendere un foglio al muro: Jack Finn, ladro, baro, temuto assassino, domani verrà impiccato nella piazza maggiore, tutti invitati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Trascini il saio da una parte all'altra del giardino con in mano un libro di salmi. Saresti pronto a scommettere che conosci quel libro meglio di chiunque altro. Saresti pronto a scommettere, ma ormai non lo fai più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-6283300077362521942?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/6283300077362521942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=6283300077362521942' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/6283300077362521942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/6283300077362521942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/10/j.html' title='J.'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-8324004734218902001</id><published>2007-10-15T02:41:00.000+02:00</published><updated>2007-10-15T02:37:10.981+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><title type='text'>D.</title><content type='html'>Non tutti, ma qualcuno ora riesco a distinguerlo dagli altri. Non tutti, ma qualcuno...&lt;br /&gt;C'è D. per esempio. Non so il suo vero nome, non so come gli altri lo chiamino, ma quando guardo il gruppo riunito sento di poterlo indicare con una buona precisione.  D.  possiede, nascosta sotto il saio e bloccata da un cordone un po' più stretto del dovuto, una fiaschetta. Se si presta attenzione alla veste di D. quando c'è molto sole si può notare un piccolo rigonfiamento a forma di parallelepipedo sul lato sinistro  e un'aderenza eccessiva all'altezza della pancia. Probabilmente D. è anche un po' più grassoccio dei suoi Fratelli. Non deve avere lo stesso stato di forma degli altri perché appena può si siede, tira il fiato, con una mano si sfiora il lato sinistro dell'abito e sospira nuovamente. Ieri l'ho visto allontanarsi dagli altri, sedersi sotto l'abete e tirare fuori dal saio il suo piccolo tesoro. L'ha fissato per una buona mezz'oretta; immobile lui, immobile la fiaschetta. Poi, quando ha sentito dei passi, l'ha messa nuovamente sotto l'abito e si è alzato per salutare il monaco che era venuto a chiamarlo. Ha fatto qualche passo dietro di lui, come per seguirlo verso gli altri, poi si è fermato e con un movimento rapidissimo ha estratto la fiaschetta, ne ha bevuto un goccio e ha rinascosto il tutto senza che il suo compagno notasse niente.&lt;br /&gt;Non ho ancora capito se D. sia più felice o più triste degli altri, solo mi sembra un po' diverso.&lt;br /&gt;Ieri sera, mentre erano tutti inginocchiati in cerchio a pregare, sento un lieve rumore metallico: la fiaschetta era caduta. Vedo D. arrossire, portare la mano sinistra a contatto con il saio deformato e spingere il piccolo recipiente sotto il proprio ginocchio. D. ieri sera è stato l'ultimo a rialzarsi e ad abbandonare la zona di preghiera. E' rimasto lì fino alle prime ore della notte, ben oltre l'orario previsto, ben oltre i suoi compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina ho visto D. trascrivere queste parole dai &lt;a href="http://www.leopardi.it/canti26.php"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Canti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di Leopardi:&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 0);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;Dolcissimo, possente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;Dominator di mia profonda mente;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;Terribile, ma caro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;Dono del ciel; consorte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;Ai lugubri miei giorni,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;Pensier che innanzi a me si spesso torni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Non tutti, ma qualcuno ora riesco a distinguerlo dagli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. W la &lt;a href="http://blogactionday.org/it"&gt;natura&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-8324004734218902001?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/8324004734218902001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=8324004734218902001' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8324004734218902001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8324004734218902001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/10/d.html' title='D.'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-2399942665585132587</id><published>2007-10-09T01:58:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T11:52:27.991+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Note sparse'/><title type='text'>Sull'Edipo. Quando da fallo sono diventato ometto.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/Rwq4skTe0YI/AAAAAAAAADw/_kACN_mvs6g/s1600-h/warhol.freud.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/Rwq4skTe0YI/AAAAAAAAADw/_kACN_mvs6g/s200/warhol.freud.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119107002259132802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;Si è parlato di Edipo e di legge del padre. So che siete personcine colte e sapete tutti cos'è il complesso d'Edipo, ma fatemi comunque fare una precisazione su quello che è lo stadio dell'Edipo secondo Lacan.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 51, 102);"&gt;Riporto dalla garzantina di psicologia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Abbiamo un'articolazione in tre tempi: nel primo il bambino desidera solo le cure della madre, vuol essere tutto per lei, ovvero il completamento di ciò che le manca: il fallo; nel secondo abbiamo l'intervento del padre che priva il bambino dell'oggeto del suo desiderio e la madre del suo completamento fallico: in questa fase il bambino incontra la Legge del Padre  e il suo Interdetto; nel terzo, se il bambino accede al Nome del Padre o metafora paterna che coincide con l'assunzione del padre a livello simbolico, il bambino si identifica con il padre, cessando di "essere" il fallo della madre, per diventare colui che "ha" il fallo; se invece l'interdizione paterna non viene riconosciuta, il bambino, oltre a rimanere identificato con il fallo e sottomesso alla madre, non ragguinge una compiuta autocostituzione della soggettività e una accesso al simbolico.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 0, 0);"&gt;Sono anche cose utili da tenere presente per quando vi viene dato del ca**one.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-2399942665585132587?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/2399942665585132587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=2399942665585132587' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2399942665585132587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2399942665585132587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/10/sulledipo-quando-da-fallo-sono.html' title='Sull&apos;Edipo. Quando da fallo sono diventato ometto.'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/Rwq4skTe0YI/AAAAAAAAADw/_kACN_mvs6g/s72-c/warhol.freud.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-1957577164030414451</id><published>2007-10-07T02:16:00.000+02:00</published><updated>2007-10-09T10:11:31.696+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Copia ed incolla da altri miei deliri'/><title type='text'>Gli Altri</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Terzo capitolo: dove al protagonista vengono pensieri paranoici che poi vanno via, lasciandolo a riflettere sulla effettiva necessità di uccidere il padre di Edipo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stratagemma del secondo bagno funziona; questa è già una notizia. La coda si è spostata in giardino e almeno in mattinata la mia casa è totalmente libera. Per di più ho costruito loro fuori un paio di tavoli ed un barbecue, così che il sovraffollamento in casa ora si presenta  solamente di notte. Questo mi permette di fare dei piccoli scatti in corridoio, ballare per tutta la casa seminudo con una cassettina di Vasco nel walkman, organizzare un sistema di cartoni rossi che si muovono vicino alle finestre così da far credere agli amanuensi che la casa sia abitata da monaci buddisti o cose simili. I molesti invasori sono diventati inquietanti vicini. Posso osservarli dalle fessure delle tapparelle, posso vedere le loro grasse gamboccie  muoversi pesantemente dentro i saii e le loro raggrinzite dita afferrare le erbacce dall'orticello. Hanno trovato degli attrezzi nel gabbiotto. Devo ammettere che la cosa non mi va tanto a genio. Sebbene li stiano usando solamente per migliorare l'aspetto della loro nuova sede, ora , se decidessero di attaccarmi, avrebbero anche le armi per farlo. Già li immagino fuori dalla porta del giardino con fiaccole e forconi a chiedere che il mostro eretico si allontani. Non sono mai stato accolto bene dai vari padri adottivi che mi sono via via andato a cercare nella vita, perché loro dovrebbero farlo? Sono seduti intorno alla tavola ed uno di loro sta consegnando dei pezzi di pane agli altri. Essere tra loro? Non so come sarebbe.&lt;br /&gt;Ricordo però una pagina di appunti che avevo preso non tanto tempo fa mentre leggevo &lt;a href="http://www.bol.it/libri/scheda/ea978883390479.html;jsessionid=6970F24D0099A51C7516A252AFEE021D"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una nevrosi demoniaca&lt;/span&gt; di Freud&lt;/a&gt;. Chissà che i monaci non siano qua per rispondere alla mia richiesta di allora?&lt;br /&gt;Vi riporto quello che era il mio pensiero:&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 51, 102);" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Lo stato di eterno lattante: quale ambizione! E quanti tentativi! &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; color: rgb(102, 51, 102);" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Bisognava sostituire mio padre, mortale almeno quanto quello di Edipo, con una figura più autoritaria, non so…qualcuno tipo Dio. Diventare figlio a vita di Dio, niente di più facile pensavo, non è certo personaggio poco paterno. Tuttavia più mi accostavo ai miei futuri fratelli più essi, sospettosi, mi escludevano: io non avevo la vocazione, dicevano. Puff! Comprensibile d’altronde da parte loro voler essere figli unici, avrei fatto lo stesso. Disconosciuto, però, potevo senz’altro rivolgermi al padre dei rinnegati: il diavolo. Papà Satana di certo non mi avrebbe mai abbandonato, avrebbe provveduto a me in ogni momento con gustose tentazioni a cui ovviamente non avrei saputo resistere. Perché non ci avevo pensato prima? D’altronde se dovevo ripercorrere i passi di qualcuno meglio scegliere la strada, diciamo, più divertente del peccato rispetto a quella di astinenza, sacrificio, abnegazione, rinuncia e tutte quelle cose lì che, se proprio si deve, allora vabè, altrimenti… Sarei stato così portato a soddisfare tutti i miei desideri sentendomi autorizzato dal fatto che nell’atto stava già il castigo: la sottomissione. Ne converrete con me che se babbo Lucifero mi costringe a compiere atti ignobili io sono la vittima di essi e non certo il carnefice. Il patto dell’eterno lattante, ahimé, però non credo di averlo mai portato a termine; troppe difficoltà ad utilizzare le mie nevrosi, probabilmente, o forse quella così difficile autonomia, quella conquista della vita, della donna, poi in fondo non mi dispiace tanto. In ogni caso ci sto ancora studiando su, non si sa mai che un nuovo potente papà non venga con una proposta che non posso rifiutare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-1957577164030414451?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/1957577164030414451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=1957577164030414451' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/1957577164030414451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/1957577164030414451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/10/terzo-capitolo-dove-al-protagonista.html' title='Gli Altri'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-4411312184461280305</id><published>2007-10-04T02:05:00.001+02:00</published><updated>2008-12-11T11:52:28.204+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dagherrotipi digitali'/><title type='text'>Poteva anche andare peggio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RwQvQkTe0XI/AAAAAAAAADo/vmuaoxVg5Nc/s1600-h/inland.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RwQvQkTe0XI/AAAAAAAAADo/vmuaoxVg5Nc/s320/inland.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117267038269526386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-4411312184461280305?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/4411312184461280305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=4411312184461280305' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/4411312184461280305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/4411312184461280305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/10/poteva-anche-andare-peggio.html' title='Poteva anche andare peggio'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RwQvQkTe0XI/AAAAAAAAADo/vmuaoxVg5Nc/s72-c/inland.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-8894415678485989789</id><published>2007-09-29T17:43:00.000+02:00</published><updated>2007-09-29T18:10:24.171+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><title type='text'>Slow blog</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sono tutti molto simili tra loro. La lunga barba copre il mento, il larg&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;o saio non da &lt;/span&gt;molti indizi sulla corporatura e il cappuccio alzato nasconde capelli e fronte. Ciò che distingue un monaco dall'altro è lo sguardo. Si guardano negli occhi per riconoscersi e per comunicare. E' un linguaggio fatto di sottilissimi movimenti di pupille e palpebre che non conosco, non capisco. In quanto psicologo sono abituato a riconoscere il tono della voce, a intuire la comunicazione oltre le parole, ma non riesco proprio a comprendere cosa quegli occhi stiano cercando di dirmi. Ho la sensazione che loro sappiano benissimo di essere reali o meno e il perché sono qua, ciò che non sanno è perché io non li capisco, perché i loro occhi a me sono muti. Li osservo passeggiando per la casa. Ora non ci sono sguardi da decifrare: è notte, stanno dormendo. Ieri, sotto suggerimento d&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;i Alexy Yllich Boborsky Zumirhivonov ho c&lt;/span&gt;ostruito in giardino una latrina per i loro bisogni. Avrei voluto farla costruire a loro, forse così avrei avuto un'indicazione in più sulla loro consistenza, ma quando ne ho preso uno in disparte per comunicarglielo mi è mancata la forza. Strano a dirsi, ma ancora una volta mi sentivo sgarbato. Comunque poco male, ciò che conta è che domani mattina tutti gli amanuensi,  reali o immaginari che siano, dovrebbero recarsi lì. Abbiamo almeno risolto un problema, il più urgente. Sto risalendo la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piramide_di_Maslow#La_piramide_di_Maslow"&gt;piramide di &lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Maslow&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Passeggio silenzioso tra loro, attento a non urtarli, verso la cucina; da lì, infatti, proviene il tiepido bagliore che traccia il mio sentiero. Quando giungo vedo un curvo monaco poggiato sul piano adiacente al lavabo. Sta scrivendo su una pergamena, copiando da un libro appoggiato sui fornelli. Il libro è illuminato dalla fievole luce della lampadina destinata al piano cottura, una luce tanto bassa da non disturbare minimamente i suoi compagni addormentati in cucina. Avvicinandomi mi passano per la mente immagini di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fahrenheit_451_%28romanzo%29"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;Fahrenheit 451&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;e per un attimo sento il desiderio di accendere quei fornelli, forse solo per vedere l'effetto che farebbe sui monaci. Reagirebbero? Andrebbero su tutte le furie? O forse aprirebbero solo gli occhi per qualche istante per poi richiuderli, sereni come se niente fosse successo? Il libro in questione è una copia di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;La valigia di mio padre&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Orhan_Pamuk"&gt;Orhan Pamuk&lt;/a&gt;. Calmo i miei istinti incendiari e decido piuttosto di prendere il mio computer e con pazienza, appoggiato sul piano dall'altra parte dei fornelli, ricopiare anche io qualche passo del saggio in questione. Mettermi nei loro panni dovrebbe aiutarmi a capirli; almeno spero. &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;[...] Uno scrittore è colui che passa anni alla paziente ricerca dell'essere distinto che porta dentro di sé e del mondo che lo rende la persona che è: quando parlo di scrittura, la prima cosa che mi viene in mente non è un romanzo, una poesia o la tradizione letteraria, ma è una persona che si chiude in una stanza, si siede a un tavolo e si ripiega in se stessa e tra le proprie ombre costruisce un mondo nuovo con le parole. Quest'uomo (o questa donna) può usare la macchina da scrivere, può approfittare dell'aiuto di un computer, oppure può scrivere come me, per trent'anni, con una penna stilografica e mentre scrivo può bere caffè, tè e fumare sigarette. Qualche volta può alzarsi dal tavolo e può guardare fuori, i bambini che giocano per la strada, gli alberi o un panorama, se è fortunato, oppure un muro cieco. Può scrivere poesie, drammi oppure romanzi come me. Tutte queste differenze passano in secondo piano, dopo il vero lavoro, che è quello di sedersi al tavolo e di chiudersi pazientemente in se stessi. Scrivere è trasmettere questo sguardo interiore alle parole, ricercare un nuovo mondo nella propria mente con pazienza, ostinazione e gioia. [...] Secondo me il segreto dello scrittore non sta nell'ispirazione, che arriva da fonti ignote, ma nella sua ostinazione e nella sua pazienza. “Scavare un pozzo con un ago” è un bel modo di dire turco per descrivere il lavoro dello scrittore. [...]&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-8894415678485989789?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/8894415678485989789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=8894415678485989789' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8894415678485989789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/8894415678485989789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/09/slow-blog.html' title='Slow blog'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-5779925244835851171</id><published>2007-09-25T02:07:00.000+02:00</published><updated>2007-09-25T03:38:49.853+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ama l&apos;amanuense prossimo tuo come fosse te stesso'/><title type='text'>Un primo approccio</title><content type='html'>Questa mattina mentre ero in coda per il bagno ho deciso di azzardare un contatto con i miei ospiti. Non so cosa mi abbia spinto; forse è stato lo sconforto quando ho visto che la coda girava anche dentro la cucina, forse la deprivazione di sonno causata dal concerto dell'orchestra russante questa notte o forse più semplicemente in quel momento mi sentivo più legato a loro. Sì, dev'essere stato questo il motivo. Quando si è in coda si è tutti amici, tutti fratelli uniti da un destino ingiusto che ha dato ad altri ciò che ha te non è concesso. "Perché quello dentro può avere water, lavandini, bidè, vasche, mentre noi qua abbiamo solo un rotolo di carta igienica ogni cinque?" chiedo alla nuca del monaco davanti a me. "Ogni cinque, amico, hai capito? Quando ci faremo sentire? Noi qua siamo tanti, lui è uno solo. Sapete cosa vi dico? E' giunto il momento che si invertano i ruoli. Lui qua fuori e noi là dentro a goderci la vescica vuota. Dico bene? Dai! Su! Dico bene?". Non ottenni risposta. Il monaco davanti a me fece un passo in avanti e quello dietro di me aspettò tranquillamente che io facessi il mio. Poi pian piano, passo dopo passo, riuscii nel primo pomeriggio ad andare in bagno. La strada riformista col tempo ha portato i suoi frutti, non lo nego, ma mi chiedo: non si poteva proprio evitare che me la facessi addosso?&lt;br /&gt;Nel pomeriggio un monaco mi diede questa sua trascrizione:&lt;br /&gt;&lt;p  style="color: rgb(153, 51, 153);font-family:arial;" align="center"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 0);"&gt;Regola di S. Benedetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;      &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 0);font-size:100%;" &gt;Capitolo VI - L'amore del silenzio:&lt;/span&gt;&lt;b&gt;   &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);font-size:100%;" &gt;"Facciamo come dice il profeta: "Ho detto: custodirò le mie vie per non peccare con la lingua; ho posto un   freno sulla mia bocca, non ho parlato, mi sono umiliato e ho taciuto anche su cose buone".   Se con queste parole egli dimostra che per amore del silenzio bisogna rinunciare anche ai   discorsi buoni, quanto più è necessario troncare quelli sconvenienti in vista della pena   riserbata al peccato!... &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 153);"&gt;Se infatti parlare e insegnare é compito del maestro, il dovere del discepolo è di tacere e ascoltare."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Temo di aver sbagliato approccio...dovrò cambiare strategia.&lt;br /&gt;Si accettano suggerimenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-5779925244835851171?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/5779925244835851171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=5779925244835851171' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/5779925244835851171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/5779925244835851171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/09/un-primo-approccio.html' title='Un primo approccio'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8498882679411843476.post-2381491827007708132</id><published>2007-09-23T00:42:00.000+02:00</published><updated>2008-12-11T11:52:28.735+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dagherrotipi digitali'/><title type='text'>L'entrata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RvWa_kTe0WI/AAAAAAAAADg/u3CYwD1NnXU/s1600-h/DSC00546.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RvWa_kTe0WI/AAAAAAAAADg/u3CYwD1NnXU/s320/DSC00546.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5113163368816890210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8498882679411843476-2381491827007708132?l=amanuensi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://amanuensi.blogspot.com/feeds/2381491827007708132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8498882679411843476&amp;postID=2381491827007708132' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2381491827007708132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8498882679411843476/posts/default/2381491827007708132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amanuensi.blogspot.com/2007/09/lentrata.html' title='L&apos;entrata'/><author><name>Io Matteo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02539026876908859472</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_laZc-AWpyPc/RvQ4u0Te0RI/AAAAAAAAACo/-kkNfgLpOvk/s1600/Randal2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_laZc-AWpyPc/RvWa_kTe0WI/AAAAAAAAADg/u3CYwD1NnXU/s72-c/DSC00546.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry></feed>
